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Esteri

GRECIA/ Nuovi tagli per convincere la Troika (Ue-Bce-Fmi)

Perché la Grecia riceva una nuova tranche di aiuti pubblici per scongiurare il rischio di default, i creditori internazionali hanno posto come condizione la messa in atto di 15 misure

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Perché la Grecia possa ricevere una nuova tranche di aiuti pubblici per scongiurare il rischio di default, sempre più imminente, i creditori internazionali hanno posto come condizione la messa in atto di 15 misure da realizzare quanto prima. Un inasprimento, in sostanza, del regime di austerity che negli scorsi mesi ha già provato seriamente la stabilità sociale, con scioperi, cortei manifestazioni e violenze sparse per tutto il Paese.

La Troika - Ue-Bce-Fmi – a inizio settembre ha stoppato il programma di aiuti perché insoddisfatta dei passi fatti dalla Grecia per garantire la propria affidabilità. Si tratta di un pacchetto da 110 miliardi. La prossima tranche, la sesta, dovrebbe essere di 8. «Atene non ha agito in modo consistente per raggiungere tutti gli obiettivi di bilancio e deve impegnarsi a fare tutto il necessario per centrare il target», aveva dichiarato il ministro delle Finanze svedese, Anders Borg, nel corso dell’Ecofin, la riunione dei ministri dell’Economia dell’area euro.

La Grecia, quindi, dovrà tagliare o congelare gli stipendi dei dipendenti pubblici, iniziare a ridurre questi ultimi, tagliare la spesa per la sanità, eliminare gli enti pubblici in disavanzo e implementare le imposte sui carburanti.  Avrebbe tempo sino a oggi per comunicare alla Troika cosa intende fare per portare avanti un piano di risanamento credibile.

Il ministro delle finanze greco, Venizelos, ha fatto sapere che il paese dovrà raggiungere gli obiettivi di bilancio per il 2011 e per il 2012, riuscendo fermare la crescita del debito.

Ha spiegato che per farlo ha in mente tre diverse strategie che presenterà alla Troika, senza il parere ella quale l’Ecofin non potrà dare l’ok alla sesta tranche e, mancando di liquidità, non sarà in grado di pagare gli stipendi pubblici e le pensioni, facendo quindi bancarotta.

Dal canto suo il governo afferma che, se finora la sua capacità di rispendere a quanto richiesto dagli investitori internazionali si è rivelata al di sotto delle aspettative, la causa è da imputare alla recessione che sta colpendo l’economia del paese più drasticamente del previsto.