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MEDIO ORIENTE/ Frattini: La Turchia di Erdogan non è una minaccia per l’Europa

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Il discorso di Erdogan al Cairo  Il discorso di Erdogan al Cairo

E’ una delle ipotesi su cui stiamo lavorando. La preoccupazione principale dell’Italia è quella di trovare una soluzione condivisa dell’Unione Europea. Il rischio peggiore è una divisione dell’Europa tra Paesi favorevoli e Paesi contrari allo Stato palestinese. Io mi auguro che gli sforzi della baronessa Ashton in questi giorni possano portare a un’ipotesi condivisa, che darebbe molta forza all’Europa. Quello che a noi preme è che sorga uno Stato palestinese, con le caratteristiche di un vero Stato, e che nello stesso tempo sia garantito il diritto di uno Stato ebraico di Israele. Queste sono le due condizioni cui si deve arrivare con un negoziato. Ciò che è necessario è che su questi due punti la comunità internazionale sia veramente unita.

 

Dopo la liberazione di Tripoli, quali prove sono emerse dei crimini di cui è accusato Gheddafi?

 

Sono emerse delle prove molto importanti che hanno formato un dossier di alcune migliaia di pagine. Questo dossier ora è nelle mani del procuratore presso la Corte penale internazionale dell’Aja. Mi auguro che il processo sia rapido, conforme agli standard internazionali ma senza esitazioni sulla necessità di processare non solo Gheddafi, ma anche tutti quelli che sono incriminati insieme a lui.

 

La crisi greca mette a rischio il futuro dell’euro. Quali soluzioni propone per rilanciare l’Europa?

 

La riunione dei ministri dell’Eurozona di venerdì ha confermato l’indispensabilità del sostegno alla Grecia. Nessuno dei Paesi è al riparo dalla crisi, e per questo ciò che abbiamo visto nelle scorse settimane è che occorrono più Europa, più coesione e più solidarietà. Questa è la strada che l’Italia persegue.

 

Ma per salvare l’Europa è sufficiente una soluzione finanziaria, o serve una svolta politica?


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