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MEDIO ORIENTE/ Frattini: La Turchia di Erdogan non è una minaccia per l’Europa

Pubblicazione:lunedì 19 settembre 2011

Il discorso di Erdogan al Cairo Il discorso di Erdogan al Cairo

L’Italia ritiene che ci voglia una soluzione politica, cioè un governo europeo dell’economia. Non basta avere una Banca centrale europea, che pure sta lavorando bene: occorrono strumenti di governo comunitari, che non siano semplicemente l’insieme dei ministri dei vari esecutivi europei. E questo non soltanto per dare una risposta alla crisi economica, ma anche per governare la sicurezza. Ho apprezzato molto il fatto che venerdì la Commissione europea abbia dichiarato che lo spazio Schengen non è un autobus dal quale si può scendere e salire. Quindi non si possono chiudere unilateralmente le frontiere di un Paese: è l’Unione europea che deve governare questo fenomeno.

 

La vittoria del centrosinistra in Danimarca avrà ripercussioni sull’Ue?

 

In primo luogo, valuto questo risultato elettorale con rispetto verso gli elettori danesi. Certamente l’importante è che il Paese continui con la sua forte politica di attaccamento all’ideale europeo.

 

In Italia intanto il clima politico è infuocato e qualcuno ha gridato al golpe della magistratura. C’è davvero questo rischio?

 

Innanzitutto le regole di garanzia dei testimoni e degli imputati, pur essendo diverse tra loro, devono essere rispettate sempre. Ritengo francamente indecente far uscire sui giornali delle intercettazioni che non hanno nulla a che vedere con le questioni processuali. E credo che sia stato ancora una volta molto saggio l’appello al senso di coesione nazionale rivolto dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Non ha senso dare vita a una nuova guerra tra guelfi e ghibellini, perché alla fine ci rimette l’Italia.

 

Il governo confermerà i fondi Expo previsti dalla nuova Finanziaria?

 

Siamo impegnati a confermarli tutti. L’Expo 2015 è il più grande evento internazionale mai organizzato in Italia negli ultimi decenni, quindi sarebbe una follia anche soltanto pensare di metterlo a rischio.

 

Infine, lei venerdì ha incontrato i ragazzi di Portofranco. Qual è secondo lei il messaggio che danno al Paese?

 

Questi ragazzi sono davvero un bel biglietto da visita per l’Italia. Sono infatti quei modelli che dovremmo ricordare sempre per rispondere a quanti parlano di un Paese diviso e non solidale. A Portofranco si respirano davvero i valori della solidarietà e della sussidiarietà. E per chi come me crede nei valori del popolarismo europeo, un ambiente come Portofranco è proprio quello che i nostri padri europei volevano.

 

(Pietro Vernizzi)



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