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MEDIORIENTE/ Abbas vola da Ban Ki-mooon: la Palestina entri nell’Onu

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La Palestina all’Onu? Secondo il presidente dell’entità territoriale, Mahmoud Abbas, non è escluso, anzi. Ne è talmente convinto che ha dichiarato, di fronte al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-mooon, che procederà nell’ideazione e nella presentazione del progetto di realizzazione del suo ingresso in seno alla Comunità internazionale.

Ban Ki-moon, dal canto suo ha fatto sapere che opererà nella misura in cui le sue funzioni e i suoi poteri gli consento per far sì che la proposta venga portata avanti e abbia un esito positivo. Contestualmente ha invitato a riprendere i negoziati con Israele.

Abbas, poi, ha fatto presente delle pressioni sorte attorno a lui nel momento in cui ha abbozzato la proposta, dicendosi preoccupato per i palestinesi, dal momento che, nei territori occupati da Israele, la loro sopravvivenza è legata agli aiuti internazionali. «Abbiamo deciso di fare questo passo ed è scoppiato l'inferno contro di noi», ha detto ai cronisti sul volo per New York, dove si è recato per partecipare all’incontro con Ban Ki-moon al Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite. «Da adesso a quando farò il discorso, abbiamo una sola chance: andare al Consiglio di Sicurezza. Dopo di che, ci siederemo e discuteremo», aveva aggiunto.

La proposta, nel dettaglio sarà presentata venerdì 23 settembre. Se l’Assemblea delle Nazioni dovesse votare sì, implicitamente la Palestina sarebbe riconosciuta come Stato. Un’eventualità  che Israele e Stati Uniti non intendono prendere lontanamente in considerazione. Gli Usa, in particolare, starebbero dando vita ad un’alleanza formata da 7 Paesi per impedire che la Palestina diventi il 194esimo elemento in seno all’Onu, come ha fatto sapere l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Ron Prosor, alla radio del suo Paese. Con 7 Paesi schierati al proprio fianco gli Usa non dovrebbero ricorrere allo strumento del veto in seno al Consiglio di sicurezza dell’Onu (di cui fanno parte 15 Stati: 5 permanenti, tra cui gli usa e 10 a rotazione), che deciderà sulla proposta. L’ambasciatore ha anche sottolineato come l’unica strada da percorrere per il riconoscimento della Palestina siano i negoziati.
 



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