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SCENARI/ Osama Habashy (scrittore): vi spiego che cosa succederà in Egitto e in Siria

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Manifestanti con una foto di Mohamed Bouazizi  Manifestanti con una foto di Mohamed Bouazizi

La rivoluzione del 25 gennaio è stata una sorpresa totale, e anche i risultati delle elezioni lo saranno. I Fratelli musulmani stanno usando i salafiti per spaventare la gente, ma in realtà al loro interno è scoppiata una guerra intestina. I salafiti vogliono vincere ai danni dei Fratelli musulmani, e molti di loro quindi voteranno contro il Partito Libertà e Giustizia per evitare che i Fratelli musulmani conquistino la maggioranza. Questo fatto, insieme alla rottura dell’accordo tra esercito e Fratelli musulmani, si rifletterà sulle elezioni che come dicevo saranno imprevedibili: come insegna la storia infatti, sulla strada egiziana c’è sempre una sorpresa.

 

In Siria intanto è ancora ben lungi dal profilarsi una soluzione positiva …

 

Pur con tutta la tristezza per quanto sta avvenendo, e in particolare per il massacro di adulti e bambini da parte di Assad, non considero la rivolta siriana un fallimento. Le società di Libia e Siria infatti sono molto diverse rispetto a quella di Egitto e Tunisia, ed è questo il motivo per cui sono avvenuti così tanti morti. L’esercito di Damasco per esempio è guidato dai parenti di Assad, e in Siria non esiste solo la distinzione tra cristiani e musulmani come in Egitto, ma anche tra sunniti, sciiti e alawiti. Questi problemi hanno fatto sì che i siriani fossero più lenti nel cacciare il regime. E lo stesso è avvenuto del resto anche in Libia, dove non esiste un esercito nazionale bensì dei mercenari stranieri che lavorano per chi li paga e se nessuno li paga, si danno alla fuga. Inoltre in Libia e in Yemen la società si regge sulle tribù, che funzionano esattamente come la mafia in Italia: i capiclan danno ordine ai loro membri di sostenere questo o quel partito, o di uccidere questo o quel nemico, e nessuno osa disobbedire. E’ stato questo sistema ad avere fatto sì che per affermare le rivolte ci volessero maggiori sacrifici in termini di vite umane. Ma di qui a due settimane, o al massimo tre, Assad cadrà proprio come Gheddafi, dopo essere stato scaricato da tutti gli esponenti di spicco del suo Paese.

 

E come fa a esserne certo?



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