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AFGHANISTAN/ Ucciso Rabbani, capo del Consiglio di pace ed ex presidente del Paese

Pubblicazione:martedì 20 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Burhanuddin Rabbani è stato ucciso. Si trattava dell’ex presidente afghano, posto dall’attuale regime a capo dell’Alto consiglio per la pace. Rabbani ha perso la vita all’interno della sua abitazione. Assieme a lui sono morte altre quattro persone, tra cui il segretario del Consiglio per la pace Masoom Stanikzai. Quest’ultimo, tuttavia, secondo alcune fonti sarebbe solamente rimasto ferito. Si è trattato di un attacco suicida da parte di un terrorista kamikaze. L’attentatore aveva nascosto un ordigno all’interno del proprio turbante. Si è fatto esplodere nella via in cui si trovava Rabbani. La sua abitazione si trovava in un quartiere ad alta densità istituzionale, in  cui sorgono gli edifici di numerose ambasciate e palazzi governativi. Si tratta dello stesso quartiere che la scorsa settima è stata presa di mira da un commando talebano, cha ha scatenato l’inferno con attacchi suicidi, lanciagranate e kalashnikov.  Subito dopo l’esplosione la via è stata sigillata. Immediatamente numerose ambulanze hanno preso ad andare e venire dalla zona della deflagrazione.

Rabbani, ai tempi dell’invasione dell’armata sovietica, fu a capo della resistenza. Era il leader del potente partito politico dei mujahidin. In seguito divenne presidente del dell’Afghanistan, dal ’92 al ’96. L’organismo che presiedeva fino alla sua morte era stato creato dall’attuale presidente Hamid Karzai nell’ottobre del 2010 per riuscire stabilire rapporti con i ribelli e a farli convergere in un ottica di riconciliazione nazionale.

A nulla sono valsi, tuttavia, i tentativi portati avanti nei confronti di numerose fazioni autoctone e dei talebani che hanno continuato ad reclamare, come condizione sine qua non per future eventuali trattative, l’abbandono del suolo afghano di tutti i soldati stranieri presenti dalla guerra lanciata dall’America nel 2001.

Il presidente Karzai, ha appreso la notizia del decesso mentre si trovava in volo verso gli Stati uniti per partecipare all’assemblea generale dell’Onu. La su decisione immediata è stata quella di tornare in patria e di cancellare il suo impegno a Palazzo di vetro.

 

 

 


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