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SCENARI/ Le nuove mosse di Erdogan per prendersi il Mediterraneo

Erdogan durante la vistia in Libia (Ansa) Erdogan durante la vistia in Libia (Ansa)

Anche la notizia rimbalzata domenica sui maggiori siti informativi italiani - e cioè la presunta minaccia, lanciata dal vice-premier Beşir Atalay, di rompere le relazioni con l’Unione europea se nel secondo semestre del 2012 la Repubblica di Cipro avrà la presidenza di turno dell’Unione europea - è imprecisa e fuorviante: come già spiegato ufficialmente a luglio, non avendo rapporti diplomatici diretti con la Repubblica di Cipro la Turchia si limiterà a congelare per sei mesi i contatti con la presidenza, proseguendo senza problemi i negoziati di adesione con la Commissione di Bruxelles.

Il viaggio africano del premier Erdogan è proseguito in Tunisia e in Libia: con un giorno di ritardo, per evitare un’antipatica sovrapposizione, a Tripoli e Bengasi, con l’affrettata passerella di Sarkozy e Cameron che hanno dato l’impressione di volergli “rubare la scena”. Il programma è stato pressoché identico: incontro coi vertici istituzionali e con tutte le forze politiche, bagni di folla, ricchi contratti, sostegno alla Palestina, avvertimenti a Israele, denuncia ormai definitiva della repressione siriana, difesa del modello costituzionale laico ma non laicista. Le “prove” di leadership attendono ora nuovi sviluppi.

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