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SCENARI/ Le nuove mosse di Erdogan per prendersi il Mediterraneo

Pubblicazione:martedì 20 settembre 2011

Erdogan durante la vistia in Libia (Ansa) Erdogan durante la vistia in Libia (Ansa)

Anche la notizia rimbalzata domenica sui maggiori siti informativi italiani - e cioè la presunta minaccia, lanciata dal vice-premier Beşir Atalay, di rompere le relazioni con l’Unione europea se nel secondo semestre del 2012 la Repubblica di Cipro avrà la presidenza di turno dell’Unione europea - è imprecisa e fuorviante: come già spiegato ufficialmente a luglio, non avendo rapporti diplomatici diretti con la Repubblica di Cipro la Turchia si limiterà a congelare per sei mesi i contatti con la presidenza, proseguendo senza problemi i negoziati di adesione con la Commissione di Bruxelles.

Il viaggio africano del premier Erdogan è proseguito in Tunisia e in Libia: con un giorno di ritardo, per evitare un’antipatica sovrapposizione, a Tripoli e Bengasi, con l’affrettata passerella di Sarkozy e Cameron che hanno dato l’impressione di volergli “rubare la scena”. Il programma è stato pressoché identico: incontro coi vertici istituzionali e con tutte le forze politiche, bagni di folla, ricchi contratti, sostegno alla Palestina, avvertimenti a Israele, denuncia ormai definitiva della repressione siriana, difesa del modello costituzionale laico ma non laicista. Le “prove” di leadership attendono ora nuovi sviluppi.



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