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USA/ Pelanda: la "manovra" di Obama? Figlia di un uomo solo e impaurito

Barack Obama (Foto: ANSA) Barack Obama (Foto: ANSA)

A mio avviso questa manovra, se così vogliamo chiamarla, è ricca di un patetico nominalismo. Obama deve rivolgersi ai mercati, cercando di convincerli che l'America è in grado di ridurre il suo debito, rassicurando anche le agenzie di rating, e di ripartire. Cerca di dirlo in modo compatibile alle esigenze del suo elettorato. 
L'interesse dei repubblicani è quello di logorarlo, per arrivare alla vigilia delle elezioni del prossimo anno in modo ancora più sicuro di vincerle e di battere Obama. 
Per cui la scelta di non fare il “partito del no” è quella di accompagnare il Presidente su alcune misure che adotta per dimostrare la sua incapacità e la sua incompetenza, che pare già conclamata da numerosi sondaggi. Si scriverà un giorno a quale guerra civile finanziaria è legata l'elezione di Obama alla Casa Bianca.

 

Ma come reagiranno i mercati a questa operazione che tenta Obama?

Andando un po' su e un po' giù. Non si dovrebbe scontare una catastrofe, anche se i numeri sono veramente gravi, e non ci sarà una ripresa rapida. Diciamo che per circa sei mesi si andrà su un saliscendi, magari con valori inferiori a quelli attuali.

 

Perchè lei parla di sei mesi, ci troveremmo a marzo, aprile del 2012?

A quel punto, in quel periodo del 2012, se ci sarà un candidato repubblicano per la Casa Bianca credibile (tra un pò vedremo se sarà Mitt Romney, Rick Perry, o qualcun altro ancora) Barack Obama va sicuramente incontro a una sconfitta, già preventivamente annunciata. A questo punto i mercati vanno a rally, cominciano a salire. Il ballo comincia ad aprile. Il calcolo che alcuni fanno è che, con la sconfitta di Obama e con le potenzialità di crescita degli Stati Uniti, il pil americano salirà del 5 percento per tre anni di fila. 
Si uscirà dalla crisi. La guerra civile nel mondo della finanza, di cui si accennava prima, adesso è finita, Gli stessi consiglieri economici di Obama hanno cominciato a defilarsi dal Presidente, che resta quasi una figura impaurita e solitaria.

 

Ma tutto questo che ripercussioni avrà sull'Italia?


COMMENTI
21/09/2011 - quale scandalo abbattere il debito pubblico? (antonio petrina)

Egr Prof, scusi l'insistenza : ma dagli occhi suoi di privilegiato osservatore qual è lo scandalo italiano di un governo che promette entro la scadenza del mandato ( non dopo 10 anni come in USA!)l'abbattimento di tutto il debito pubblico ? Saranno gli elettori poi a giudicare se il poco Pil è stato colpa del governo , se il debito sovrano non è finito davvero : questa è la regola di buon senso che anche Cavour riportava ( citato dal governatore nel maggio scorso ) : "Le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l'autorità,la rafforzano".