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Esteri

PALESTINA/ Abu Mazen all'ONU, la richiesta ufficiale di riconoscimento

Il presidente dell'Anp si rivolge all'Assemblea generale delle Nazioni Unite per chiedere il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina. L'incontro con Ban Ki-moom

Abu Mazen e il segretario dell'Onu, foto AnsaAbu Mazen e il segretario dell'Onu, foto Ansa

E' arrivato il momento. Abu Mazen, presidente dell'Anp, si è rivolto all'assemblea generale delle Nazioni Unite e ha fatto la richiesta ufficiale di riconoscimento e quindi adesione dello Stato palestinese all'ONU. Prima di prendere la parola davanti ai rappresentanti dei Paesi di tutto il mondo, il presidente palestinese si era recato personalmente da Ban Ki-moon, segretario generale dell'ONU, per consegnare la richiesta formale di riconoscimento della Palestina quale Stato delle Nazioni Unite. Si tratterebbe, in caso di riconoscimento, del 194esimo Stato dell'ONU. Poi si è recato nell'aula dell'assemblea e ha dato via al suo discorso. Mentre parlava, un uomo non meglio identificato ha provato a entrare in aula, ma è stato prontamente fermato dagli agenti di sicurezza. Parole dure, quelle di Abu Mazen, nei confronti di Israele, colpevole secondo il presidente dell'Anp di confisca di territori palestinesi e di aumento delle colonie israeliane. Colpevole anche di minacciare i luoghi sacri e di pulizia etnica. "Questa politica provoca lo stop del processo di pace. Servono diritti inalienabili per i palestinesi" ha detto. Aggiungendo: "I palestinesi continueranno una pacifica resistenza di popolo". E' un momento storico anche se è risaputo che al Consiglio di sicurezza il veto già annunciato degli Stati Uniti farà cadere nel vuoto la proposta. I quali, tramite l'ambasciatore americano all'Onu, hanno ribadito quanto già detto da Obama e che cioè "l'unica strada per creare uno Stato è attraverso negoziati diretti, senza scorciatoie". E' atteso a parlare, dopo Abu Mazen, proprio il capo di governo israeliano Netanyahu. La posizione israeliana è che la richiesta palestinese di riconoscimento è destabilizzante e minaccia il processo di pace. I palestinesi intanto festeggiano: migliaia di persone sono riunite in piazza a Ramallah a seguire il discorso del loro presidente davanti a un maxischermo. Israele teme incidenti: sono stati schierati in stato di allarme 22mila soldati pronti a intervenire ai confini fra i due Paesi. Al momento la situazione è  tranquilla, ma ieri si erano verificate manifestazioni contro il presidente degli Stati Uniti, colpevole secondo i palestinesi di non voler riconoscere il nuovo Stato.