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Esteri

SCENARI/ Palestina e Israele, l'"accordo" c'è ma non si vede...

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu (Ansa)Il premier israeliano Benjamin Netanyahu (Ansa)

In quanto agli Usa e all’Europa meno si coinvolgono meglio è. Più di tante interferenze nello sviluppo delle trattative, che i vent’anni trascorsi invano dagli accordi di Oslo hanno dimostrato non servire a nulla, sarebbe molto più efficace la presentazione di un credibile piano di investimenti a fine di sviluppo coordinato di tutta l’area compresa tra la valle del Giordano e la riva del Mediterraneo, il cui avvio fosse subordinato alla soluzione effettiva e stabile della crisi israelo-palestinese. Se infatti da un lato il tempo non gioca a favore di Israele sul piano politico, dall’altro non gioca sul piano economico a favore dell’Autorità palestinese e del suo territorio, che non può più sperare di vivere sine die soltanto di aiuti internazionali.

D’altro canto per l’Europa l’ingresso del Levante nella cerchia delle economie di nuova industrializzazione, di cui una pace feconda tra Israele e Palestina sarebbe il motore indispensabile, è una grossa via d’uscita a portata di mano dal presente ristagno economico. Se ben giocate, tutte queste carte potrebbero farci uscire tutti quanti da un vicolo cieco cui altrimenti sarà molto difficile sottrarsi.

 

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COMMENTI
26/09/2011 - bei sogni (Alessandro d'Alessandro)

In medioriente c'è un gatto che gioca con i topolini: indovina chi è......