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LETTERA/ Da Israele: così gli insediamenti affossano la pace

Gerusalemme (Ansa) Gerusalemme (Ansa)

L’alternativa a questa soluzione è una sola, anche se drammatica. Il presidente Abu Mazen l’ha lasciata intendere in un passaggio del suo discorso e già più volte menzionata ai numerosi negoziatori rappresentanti degli Usa, dell’Ue, come del quartetto. La provocatoria posizione dei governi israeliani degli ultimi vent’anni, così come dell’ultimo governo Netanyahu, sta fortemente minacciando la realistica possibilità dell’esistenza di uno Stato palestinese. Abu Mazen e con lui i dirigenti del Plo (Organizazione per la liberazione della Palestina) potrebbero essere spinti a compiere un atto di coraggio e di grande coerenza: sciogliere tutte le istituzioni governative palestinesi e decidere di vivere all’interno dello stato d’Israele. Sarebbe una drammatica risposta che priverebbe di un’identità propria politica e culturale il popolo palestinese, ma che dovendo rimanere inalterata la situazione presente, offrirebbe a tutti il vantaggio di poter diventare uomini liberi, e di muoversi ed operare come cittadini arabo israeliani.

 

Tommaso Saltini, Gerusalemme

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COMMENTI
27/09/2011 - concordo pienamente (Fabrizio Terruzzi)

per quanto i palestinesi non mi siano mai stati molto simpatici concordo pienamente con con Saltini sulla necessità di fermare gli insediamenti, anzi ritengo scandaloso che gli israeliani continuino ad allargarli. Mi meraviglio di tanta loro ignoranza/miopia.

 
27/09/2011 - Va bene, ma resta la questione Hamas.... (Alessandro La Rosa)

Finchè nello Statuto del partito estremista islamico Hamas si pone l'obiettivo di distruggere lo Stato d'Israele e ridurre al minimo il Popolo Ebraico-sorte prevista anche per i cristiani- e non si pone la fine dei bombardamenti di missili Qassan da Gaza verso i villaggi israeliani dove intere famiglie rischiano la vita, sarà difficile la pace. Quella pace che ad una nazione come quella israeliana conviene per la sua forza democratica e liberale, culturale, giuridica, economica e tecnologica e per questo, tranne il ritorno ai confini pre-67', lo Stato Ebraico da Camp David in poi aveva concesso molto di più di quanto si pensi ai palestinesi che grazie all'arroganza dei suoi leaders, hanno deciso di continuare la "guerra" contro Israele. Ancora oggi dopo il discorso di Abu Mazen all'Onu, se c'è una parte restia al dialogo è quella oltranzista legata ad Hamas, eterodiretta dai libanesi omologhi di Helzbollah, i più motivati ideologicamente nella distruzione d'Israele. Non è solo questione degli insediamenti ebraici ma c'è drammaticamente ben di più e di rischioso per la pace in Medioriente e una giusta e reciproca legittimazione di Israele e Palestina. Bisognerebbe rileggersi la storia dal 1915 ad oggi sulla questione mediorientale.Anche per quante responsabilità hanno alcuni paesi europei.