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TSUNAMI/ Madre trova i resti della figlia dopo 5 mesi: “Ora continuerò a scavare”

Pubblicazione:mercoledì 28 settembre 2011

Un'area devastata dallo tsunami Un'area devastata dallo tsunami

DIVERBIO FATALE - Il ritardo causato dalla discussione tra i professori si è rivelato fatale. Appena l’onda si è avvicinata, i 108 alunni della scuola sono corsi verso il ponte ma sono stati subito inghiottiti dall’onda gigantesca. In 69 sono morti e quattro sono ancora oggi dispersi. Non appena le acque si sono ritirate Naomi Hiratsuka, suo marito e dozzine di altri genitori hanno iniziato a scavare tra i detriti in cerca dei loro bambini. E anche adesso che ha ritrovato i resti della figlia, la madre giapponese è certa del fatto che ci sono ancora molti posti dove occorre cercare per recuperare i corpi degli altri studenti.

 

UN PADRE DISPERATO - Una storia per certi versi simile a quella di Maromu Oikawa, un pompiere di Ishinomaki che da mesi ogni giorno esce di casa a piedi, armato solo di una pala, una motosega e tre fotografie, in cerca dei resti della moglie e della figlia piccola morte nel disastro dell’11 marzo che ha sconvolto l’intero Giappone. L’uomo setaccia le rive del fiume, i campi di riso, i burroni, e qualsiasi altro luogo dove potrebbero essere nascosti i loro resti. Utilizza la pala per sollevare i pezzi di cemento, la motosega per tagliare il legno, e in qualsiasi momento si aspetta di imbattersi in una mano o un volto che possano ricondurlo ai suoi cari. La zona è piena di sopravvissuti con amici e familiari rimasti dispersi, e con il passare del tempo le loro speranze di ritrovare i loro morti si assottigliano sempre di più. Ma Oikawa assicura che non si fermerà finché non troverà la moglie e la figlia: «Continuerò a cercare anche l’anno prossimo e quello successivo», afferma.

 

(Pietro Vernizzi)



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