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TSUNAMI/ Madre trova i resti della figlia dopo 5 mesi: “Ora continuerò a scavare”

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Un'area devastata dallo tsunami  Un'area devastata dallo tsunami

Naomi Hiratsuka ha cercato per cinque mesi prima di riuscire a trovare i resti della figlia 12enne, uccisa lo scorso 11 marzo dallo tsunami che ha distrutto la scuola nella quale studiava.

 

5 MESI DI RICERCHE - Comprendendo di non potere trovare il corpo della ragazzina se avesse scavato a mani nude, la madre ha seguito un corso per poter guidare macchine scavatrici di grandi dimensioni. Il suo obiettivo era quello di crearsi un varco tra le macerie delle scuole elementari di Okinawa, alla ricerca di ciò che rimaneva della giovane Koharu. A raccontare la sua storia è Julian Ryall sul Daily Telegraph, da cui emerge che il cadavere di Koharu è stato trovato lo scorso 9 agosto vicino a un porto di pescatori a diverse miglia di distanza dalla scuola. Anche se soltanto dopo le analisi del Dna la madre e il padre, il 45enne Shinichiro Hiratsuka, hanno potuto avere la certezza che quel corpo ormai irriconoscibile era quello della loro figlia. E questa conferma ha portato nello stesso tempo tristezza e sollievo, consentendo loro di organizzare un funerale degno di questo nome, cui hanno partecipato anche gli altri due figli della coppia sopravvissuti allo tsunami.

 

“CONTINUERO’ A SCAVARE” - Hiratsuka ha giurato di continuare le sue ricerche anche per gli altri quattro studenti tuttora dispersi. E per farlo, ha utilizzato le sue nuove abilità tecniche, aiutando i genitori dei ragazzi i cui corpi non sono mai stati localizzati. La 37enne giapponese ha confidato al giornale Mainichi Daily News che avrebbe “continuato a fare il possibile per trovare gli altri bambini dispersi”.

 

ONDA ENORME SULLA SCUOLA - La scuola è stata la scena di una delle tragedie più strazianti provocate dalla catastrofe naturale. Gli insegnanti della scuola, che si trova proprio sotto a una diga protettiva lungo il fiume Kitakami, hanno radunato i bambini nel parco giochi subito dopo che era stato lanciato l’allarme tsunami. Ma un acceso diverbio avrebbe ritardato i passi successivi, con uno dei professori più anziani che insisteva sul fatto che i bambini dovevano raccogliersi vicino al ponte sul fiume, mentre un altro insegnante sosteneva che avrebbero dovuto arrampicarsi sulle colline alberate che si inerpicano dietro alla scuola.


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