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FUKUSHIMA/ Giappone, scossa di magnitudo 5,6. Rientra l'allarme tsunami

Ancora paura a Fukushima dopo il terribile sisma di sei mesi fa. I sismografi giapponesi hanno infatti registrato un terremoto di magnitudo 5,6 che non dovrebbe provocare uno tsunami

La centrale nucleare di Fukushima, foto AnsaLa centrale nucleare di Fukushima, foto Ansa

Ancora paura a Fukushima dopo il terribile sisma di sei mesi fa. I sismografi giapponesi hanno infatti registrato un terremoto di magnitudo 5,6 che fortunatamente non dovrebbe provocare nessuno tsunami, e sembra che per ora non ci siano danni a cose e persone, neanche alla disastrata centrale nucleare. La Japan Meteorological Agency fa sapere che l’epicentro è stato registrato in mare, a circa 240 chilometri a Nord di Tokyo. L’ultima scossa in Giappone era stata registrata circa un mese fa, il 19 agosto, di magnitudo 6,8 gradi. L'epicentro di quella scossa era stato rilevato a ottanta chilometri dalle coste di Fukushima e a una profondità di 20 chilometri. Il sisma era stato avvertito anche nella capitale, piuttosto lontana dalla zona del rilevamento. A Tokyo infatti i grattacieli più alti avevano vistosamente tremato, mentre i treni super veloci si erano fermati secondo quelle che sono le procedure di sicurezza adottate nel Paese. Non si erano rilevati danni neanche nella centrale nucleare che durante il terremoto dello scorso 11 marzo subì notevoli danni: il personale al lavoro era stato fatto però sgombrare immediatamente, ma non erano state registrate anomalie ai sistemi di raffreddamento dei reattori. Il Giappone si trova nel pieno della ricostruzione delle regioni che furono colpite dal devastante fenomeno sismico dell'11 marzo che causò migliaia di morti in una tragica combinazione di edifici crollati per la scossa e soprattutto per gli effetti della potente onda tsunami che si abbattè sulle coste nord del Paese. L'onda di tsunami che si aspettava in quella occasione era stata calcolata non più alta di cinquanta centimetri, ma fortunatamente anche quella eventualità era stata poi smentita. Dopo il disastro nucleare, a circa cento chilometri dalla centrale, erano stati rilevati alti livelli di cesio radioattivo nei fanghi raccolti in un fosso accanto alla Corte distrettuale di Aizuwakamatsu. L'isotopo rintracciato era stato misurato in concentrazioni di circa 186.000 becquerel per chilogrammo: venti volte superiore alla norma.