BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LIBIA/ Biloslavo: ecco perché non possiamo credere alle "promesse" dei ribelli

Pubblicazione:sabato 3 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Il Consiglio nazionale di transizione libico annuncia una roadmap. Di cosa si tratta? Di un piano per portare la Libia a una situazione di governabilità: una assemblea costituente fra otto mesi e elezioni presidenziali fra venti giorni. Un piano ambizioso senza dubbio vista la situazione critica ancora in corso. Fausto Biloslavo, corrispondente di guerra intervistato da IlSussidiario.net, sorride  davanti a tal annuncio: "Vedo la cosa molto improbabile" dice. "La Libia intanto non è ancora completamente sotto controllo dei ribelli, ma non è solo questo il fatto che rende improbabile arrivare a elezioni presidenziali fra venti giorni soltanto". Qual è l'altro fattore, Biloslavo? "Ma è la consistenza stessa delle forze ribelli, una realtà magmatica, divisa al suo interno per campanilismo aperto fra i ribelli della Cirenaica, quelli delle montagne, quelli di Tripoli, quelli di Misurata. Mi domando poi quali formazioni politiche correranno al voto, chi saranno i candidati, vista la presenza di gruppi politici, ideologici e religiosi più o meno estremisti". Quindi? "Questa roadmap la vedo come impresa piuttosto dura da realizzare. Però lasciamo tempo al tempo e vediamo cosa riusciranno a fare".

C'è una forza politica attualmente che lei vede in vantaggio rispetto ad altre? "Il partito dei Fratelli musulmani è sicuramente una forza rilevante. Sono appena potuti tornare dall'esilio e stanno già organizzando il primo congresso. Sono una forza molto forte, molto radicata e non solo in Libia, pensiamo all'Egitto. Stiamo a vedere. Il capo del Cnt, Mustafa Abdel Jali, ha detto che le forze islamiche, chiamiamoli partiti religiosi, hanno accettato il voto democratico. Vediamo se sarà così". A proposito di probabili candidati al ruolo di leader della nuova Libia, l'attuale governatore militare di Tripoli, Abdel al-Hakim Belhaji, è un personaggio sicuramente di primo piano, ma altrettanto inquietante: "Ah certamente" sottolinea Biloslavo. "E' un personaggio molto conosciuto, non solo il fondatore del Gruppo combattente islamico".


  PAG. SUCC. >