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LIBIA/ E' giallo sulla resa di Bani Walid. Il Cnt: Gheddafi processato in patria

Pubblicazione:domenica 4 settembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Onde evitare una cruenta capitolazione e spargimenti di sangue, Bani Walid ha deciso di arrendersi. Era l’ultima e la più agguerrita roccaforte dei fedeli di Gheddafi. Lo si è appreso dall’emittente radiofonica gestita dai ribelli  Libya Hurra. A quanto comunicano, invece, Reuters e France presse, gli insorti si troverebbero ancora a 60 chilometri dalla città. Pare, in ogni caso, che, stando alla prima versione dei fatti, tra le mura della città, a differenza di quanto si pensasse, non si è  trovata traccia del rais, che l’avrebbe lasciata 3 giorni fa. Tuttavia, secondo quanto ha riferito Abdul Hakim Belhaj, uno dei comandanti militari dei ribelli, sarebbe nota l’ubicazione del suo nascondiglio. «Sappiamo dov'è, l'abbiamo individuato», ha dichiarato ad Al Jazeera. A quanto ha, invece, riportato, il Guardian, tre figli del Colonnello, Mutassim, Saadi e Saif al Islam, avrebbero lasciato Bani Walid ieri pomeriggio. Sembra che si sia assistito a movimenti sospetti, con convogli dei lealisti che entravano e uscivano dalla città. Tra i protagonisti di tali spostamenti, pare ci fossero anche alcuni appartenenti alle Brigate Khamis, il corpo scelto comandato da Khamis, un altro dei figli di Gheddafi che avrebbe perso la vita a causa di un bombardamento della nato. Nel frattempo, continua l’assedio della città natale del Colonnello, Sirte; i ribelli hanno prorogato di una settimana l’ultimatum. I lealisti presenti al suo interno hanno tempo fino a sabato prossimo per trattare la resa. Il Consiglio Nazionale di Transizione, intanto, fa sapere che non ha nessuna intenzione, se si dovesse riuscire a prenderlo vivo o se dovesse arrendersi, di consegnare Gheddafi all’occidente. Non ci sarà nessun processo internazionale. Il dittatore non sarà, quindi, giudicato dalla Corte internazionale dell’Aja, ma da un tribunale libico. «La Corte dell'Aja può giudicare Gheddafi solo per i crimini commessi negli ultimi sei mesi», ha dichiarato Guma al-Gamaty, che coordina il Cnt a Londra. Secondo al-Gamaty andrà giudicato anche e soprattutto per i 42 anni di crimini commessi nel corso della sua permanenza al potere. Resta da capire cosa ne sarà del mandato di cattura internazionale spiccato, oltre che nei confronti di Gheddafi,  per il figlio Saif al-Islam Gheddafi e per il capo dei servizi segreti Abdallah al Sanussi. 


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