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SCENARI/ Perché Gaza vale una "guerra fredda" tra Turchia e Israele

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (Foto Ansa)  Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (Foto Ansa)

E dopotutto, il rapporto Palmer - pur giudicando l'impiego della forza da parte dei commandos israeliani “eccessivo e irragionevole” - sostiene la legalità del blocco di Gaza e delle misure necessarie ad imporlo: Israele ne ha accolto la pubblicazione con qualche riserva ma con sostanziale soddisfazione, il presidente turco Gül lo ha ritenuto invece “privo di valore” perché la commissione mista che lo ha preparato era priva di qualsivoglia potere giurisdizionale. Ecco la ragione per la richiesta che verrà presto inoltrata di un'advisory opinion sulla legalità del blocco - che la Turchia contesta - alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja: perché l'obiettivo strategico di Ankara è la fine dell'occupazione israeliana e la creazione di uno stato di Palestina - che appoggerà convintamente alla prossima Assemblea generale dell'Onu - come passo indispensabile verso la creazione di un Medio oriente democratico e prospero, a cui offrirsi come riferimento politico, economico e culturale.

Il rischio però è quello di produrre effetti opposti: in virtù non del ricorso ai sostanzialmente innocui tribunali internazionali, ma del ventilato rafforzamento della presenza navale turca nel Mediterraneo orientale. Il banco di prova saranno le acque a largo dell'isola di Cipro: dove per ottobre sono previste esplorazioni di apparentemente ricchissimi giacimenti petroliferi e di gas naturale sottomarini, duramente avversate dalla Turchia e invece appoggiate da Israele. E infatti, negli ultimi due anni Tel Aviv ha compiuto uno sfacciato rovesciamento geopolitico, stringendo accordi di cooperazione anche militare con la Repubblica di Cipro e la Grecia (l'ultimo, greco-israeliano, domenica a Gerusalemme): i tradizionali avversari di Ankara a causa di ostilità storiche, della mancata demarcazione delle rispettive sfere di sovranità marina, dell'occupazione turca di parte dell'isola di Afrodite. Una guerra è impensabile, ma le occasioni per nuovi e ancor più destabilizzanti incidenti non mancheranno.



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