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Esteri

11 SETTEMBRE/ 1. Parsi: perché oggi siamo meno liberi di prima?

L'attacco alle Torri gemelle, 11 settembre 2001 (Immagine d'archivio)L'attacco alle Torri gemelle, 11 settembre 2001 (Immagine d'archivio)

Quel terrore che diede un formidabile colpo nello stomaco al secolarismo e alle fedi dell’occidente. “Amiamo la morte più di quanto voi amiate la vita” è stato uno dei più famosi e agghiaccianti messaggi attribuiti ad al Qaeda. Un guanto di sfida lanciato sulla pubblica piazza: noi crediamo in qualcosa per cui la vita può essere sacrificata, ma voi no... «Di fronte ad una frase così scellerata, la vera e definitiva risposta è quella cristiana: la vittoria è di chi, da cristiano, crede in una vita eterna. E comunque, quando pensiamo ai pompieri e ai poliziotti che si buttarono dentro le Twin Towers sapendo di andare incontro alla morte, abbiamo la prova che quelle persone amavano la vita al punto da sacrificarla per la vita di tutti. Mi pare che sia questo l’epitaffio migliore di fronte all’opera criminale di bin Laden, il quale - visto che amava così tanto la morte - ora ha raggiunto il suo posto prediletto». Never forget dice il mantra dell’11 settembre. Ci sono forse delle cose di quel giorno che gli americani (e noi) dovremmo dimenticare? «Lo sgomento. Lo sgomento che ha condizionato troppi anni della nostra vita».

 

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