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EGITTO/ Io, musulmano, a Messa per difendere i cristiani dagli attentati

L'attentato ad Alessandria del Capodanno scorso L'attentato ad Alessandria del Capodanno scorso

Il giorno che non dimenticherò mai è il venerdì 28 gennaio, quando ho visto la polizia scomparire dalle strade abbandonando il Paese alla sua mercé per terrorizzarlo. Alessandria, la mia città, era priva di qualsiasi protezione dalle bande criminali, e quindi quello è stato un giorno molto duro. Inoltre mi è rimasto molto impresso anche l’11 febbraio, quando Hosni Mubarak ha annunciato che si sarebbe dimesso e che avrebbe accettato il giudizio di un tribunale.

 

Quali sono stati i sentimenti che l’hanno accompagnata durante tutto quest’anno?

 

Prima la paura, quindi la speranza e infine un po’ di delusione. Non sono stati soltanto i miei sentimenti, ma anche quelli di tutti gli egiziani. Paura per i problemi economici del nostro Paese, e per il rischio che il destino della Grecia fosse anche il nostro. Speranza per il fatto che il governo e il presidente fossero in grado di compiere il grande passo e risolvere questi problemi. Inoltre, nel 2011 abbiamo gustato un piccolo assaggio di libertà, e la libertà è come una droga: ne basta poca per desiderare di averne sempre di più.

 

Che cosa spera per il suo Paese dal nuovo anno che inizia oggi?

 

In primo luogo elezioni regolari per il nuovo presidente. Mi auguro inoltre che dalle urne esca un presidente liberale in grado di unire musulmani e cristiani, rispettare tutti i cittadini, risolvere i problemi economici che stiamo attraversando. Spero inoltre che il turismo in Egitto torni ai livelli precedenti la rivoluzione, o meglio ancora li superi. E soprattutto che il mio Paese non sia più costretto a importare derrate alimentari, come sta avvenendo adesso, ma che sia in grado di creare dei suoi prodotti e una sua visione politica indipendente.

 

La crisi economica dell’Egitto è una conseguenza della rivoluzione?


COMMENTI
01/01/2012 - intervista (maria gonano)

E' evidente che la libertà non è una concessione politica, ma il riconoscere la Verità e il renderGli testimonianza. Leo Aletti.