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EGITTO/ Io, musulmano, a Messa per difendere i cristiani dagli attentati

Pubblicazione:domenica 1 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 4 gennaio 2012, 9.45

L'attentato ad Alessandria del Capodanno scorso L'attentato ad Alessandria del Capodanno scorso

CAPODANNO 2012. La Chiesa d’Alessandria d’Egitto colpita un anno fa da un attentato durante la messa di Capodanno, ieri notte era affollata da numerosi musulmani rimasti in piedi durante l’intera celebrazione eucaristica reggendo in mano delle candele accese. Un segno di solidarietà nei confronti dei loro amici e colleghi cristiani, ma anche un modo per proteggerli dal rischio di nuovi attacchi. Ilsussidiario.net ha intervistato Yasser El-Drieny, uno dei musulmani di Alessandria che hanno partecipato alla messa di Capodanno. Il 32enne, dipendente dell’ufficio importazioni della multinazionale francese CMA-CGM, racconta il suo 2011 vissuto “tra la paura, la speranza e le delusioni”, e descrive le sue aspettative per un 2012 che in Egitto si presenta quanto mai incerto.

 

El-Drieny, come ricorda l’attentato contro la chiesa di Alessandria di un anno fa?

 

A restarmi impressa è stata la crudeltà di quell’attacco, e la cerimonia che si tenne il giorno successivo in memoria delle vittime e per ricordare al governo chi erano i responsabili della strage. Quanto avvenuto lo scorso Capodanno ad Alessandria è stato un fatto molto grave e triste per tutti i musulmani e cristiani, e ciascuno di noi desidera commemorare quanto avvenuto e sapere chi sono i colpevoli. Ancora oggi, a distanza di un anno, non abbiamo informazioni chiare sul vero mandante. Anche se ci sono state numerose indiscrezioni secondo cui il responsabile sarebbe stato il governo, pur non essendoci delle prove. Questi rumors indicavano il ministro dell’Interno e della Sicurezza come colui che aveva ordinato di proposito il lancio delle autobombe, per mettere tutto il mondo di fronte al fatto che in Egitto esiste un problema tra musulmani e cristiani, e che solo Mubarak era in grado di tenere la situazione sotto controllo.

 

In questi giorni i cristiani temono un nuovo attentato. Voi musulmani che cosa state facendo per proteggerli?

 

Ieri ci siamo recati insieme ai nostri amici cristiani e ad alcuni gruppi politici islamici, i quali si sono a loro volta organizzati per salvare le chiese. Di solito quando la situazione è normale, noi musulmani non partecipiamo al Natale copto, che si tiene il 7 gennaio di ogni anno, anche se questa data in Egitto è una festività pubblica per le persone di tutte le religioni. I cristiani si recano in chiesa dal 6 gennaio e iniziano a pregare, mentre i musulmani stanno nelle loro case. Dopo l’attentato del 1 gennaio scorso però, per tutto il 2011 numerosi musulmani hanno condiviso le preghiere cristiane. Ci siamo recati nelle chiese e, pur rimanendo in silenzio, siamo stati presenti per l’intera celebrazione eucaristica reggendo in mano delle candele. Io stesso, pur essendo un musulmano praticante, ieri notte ho partecipato alla messa di Capodanno. Nelle basiliche di Alessandria c’erano numerose altre persone di fede islamica, che affollavano soprattutto la “Chiesa dei santi”, colpita dall’attentato di un anno fa.

 

Il 2011 in Egitto è stato un anno ricco di eventi. Che cosa le rimarrà impresso per tutta la vita?


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COMMENTI
01/01/2012 - intervista (maria gonano)

E' evidente che la libertà non è una concessione politica, ma il riconoscere la Verità e il renderGli testimonianza. Leo Aletti.