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HAITI/ A due anni dal terremoto il "piano Marshall" migliore è quello di Giovanni Paolo II

I volontari di Avsi si prendono cura degli abitanti di Haiti I volontari di Avsi si prendono cura degli abitanti di Haiti

Sulle ceneri di una catastrofe senza precedenti, si leggono oggi imponenti programmi per il futuro. Tra le grandi sfide che si è trovato di fronte dopo l’elezione e la lunga gestazione del governo, il presidente Michel Martelly ne ha scelte due, decisamente prioritarie: l’educazione e il lavoro.

Nel recente forum organizzato dalla Banca Interamericana di Sviluppo sugli investimenti in Haiti, si è parlato di grandi opere, di insediamenti di gruppi industriali, di turismo e infrastrutture. Per generare posti di lavoro, obiettivo 500mila. Contemporaneamente, si persegue il programma di scolarizzazione dei bambini, con la leadership della Banca Mondiale e di altre organizzazioni.

Certamente uno sforzo da appoggiare senza indugio, anche se la comunità internazionale non si è astenuta da critiche a volte molto pesanti sui ritardi della ricostruzione. Viste “dal basso”, queste prospettive stile “piano Marshall” paiono molto lontane. La vita quotidiana dell’80% della popolazione è ancora finalizzata ai servizi di base: casa, acqua, cibo, sopravvivenza famigliare.  

In un mondo globale che ci ha in più occasioni rivelato come la prospettiva di chi governa è molto lontana da quella delle persone, che il “sistema” si sta sempre più divaricando da chi lo genera, che le risorse del popolo sono messe in stand by in attesa che “grandi interventi” creino le condizioni perché queste possano esprimersi, è auspicabile che il “nuovo inizio” di Haiti riprenda dalle sue risorse umane, riparta dalla dignità della persona.

L’esperienza di AVSI di oltre 10 anni di vita, lavoro e legami in Haiti mostra che quella di Giovanni Paolo II è ancora la visione più realistica. Un Paese ricco di risorse umane, che hanno bisogno di tornare a sperare per ripartire. Una visione che parte dalla persona e non da un piano. L’educazione è certamente una condizione essenziale, per questo sono fondamentali la scolarizzazione e luoghi di ricreazione in cui bambini e giovani possano scoprire il valore di sé, degli altri e del mondo.