BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SIRIA/ Razzi sulla folla, muore giornalista francese, ferito un belga

Pubblicazione:mercoledì 11 gennaio 2012

Manifestazione pro regime, foto InfoPhoto Manifestazione pro regime, foto InfoPhoto

Un giornalista francese dell'emittente televisiva France2 è rimasto ucciso oggi, mentre uno belga è rimasto ferito  a Homs, in Siria, colpiti dall'esplosione di una bomba. Numerosi sarebbero i feriti, non si sa se tra loro ci siano altri giornalisti occidentali. Secondo altre fonti i due giornalisti sarebbero rimasti colpiti da un colpo di mortaio o addirittura da razzi sparati nella folla. L'esplosione mortale, comunque, è avvenuta mentre alcuni rappresentanti della stampa europea erano stati condotti ad assistere a un comizio pro regime. Proprio oggi infatti il contestato capo dello Stato siriano è sceso in strada nella capitale Damasco insieme a suoi sostenitori per proclamare il pugno di ferro contro i rivoltosi. La Siria è sconvolta ormai da quasi un anno di scontri e di proteste tra quanti chiedono le dimissioni di Assad e il governo che invece accusa un complotto straniero. Il risultato sono migliaia di morti, repressione e torture nei confronti dei manifestanti, che negli ultimi tempi, come dimostrerebbe l'episodio di oggi, si stanno organizzando dal punto di vista militare. A nulla fino a oggi sono servite le proteste e le sanzioni dell'Unione europea e degli Stati Uniti, a cui negli ultimi tempi si è unita anche la Lega araba, inviando osservatori in Siria che hanno denunciato la violenta repressione del regime di Assad. "Gli osservatori sono stati ingannati. Il regime ha creato e fabbricato la maggior parte delle cose che abbiamo visto per impedire che la Lega araba agisca" hanno detto. Da parte sua l'Unione europea mantiene in atto le sanzioni stabilite lo scorso 2 dicembre e ne promette di nuove. La violenza del regime siriano è inaccettabile è stato detto ancora in queste ore: le sanzioni aumenteranno fino a quando non cesserà la repressione. Lo ha fatto sapere il ministro degli esteri danese. Si pensa infatti di congelare i beni all'estero di Assad e di dare il via a misure di embargo contro il petrolio. Per quanto riguarda le promesse di riforme fatte dal presidente siriano, l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea le definisce ormai irrealistiche.


  PAG. SUCC. >