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Esteri

DIARIO HAITI/ Fiammetta: così il terremoto ci ha cambiato la vita

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“Aiutatemi, vi prego”. Quante volte abbiamo sentito queste parole in questi 24 mesi? Tante, troppe. Qualcuno degli amici, i più anziani, ci chiede come i nostri ragazzi riescono a essere ancora in piedi, dopo tutto questo. Come è stato possibile continuare. Noi non lo sappiamo con certezza, come è successo. Ma c’era quella domanda: “Aiutateci”. Quella domanda a cui non si può non rispondere. Umanamente, non si può ignorarla.

Abbiamo risposto come potevamo, come sapevamo, con le risorse che erano giorno per giorno disponibili, risorse emotive, professionali, materiali. Non le nostre risorse, ma le risorse che la grande solidarietà di tante persone ha reso disponibili. La solidarietà si è trasformata in tende, in scuole, in centri educativi; si è trasformata nei primi sorrisi, nella speranza. Per 24 mesi la solidarietà è stata per questa gente un segno tangibile della vicinanza e dell’accompagnamento della Comunità internazionale. Dal dolore e dallo strazio sono nate prima la solidarietà e poi la fratellanza. Quando i tuoi morti riposano con quelli del tuo vicino, ti senti necessariamente più fratello.

Questa umanità ritrovata e ricostruita, seppur ancora fragile e ferita, questa è la vera ricostruzione di Haiti oggi. E di questa siamo orgogliosi di aver fatto parte, nel nostro piccolo.

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COMMENTI
12/01/2012 - Grazie a Fiammetta. (claudia mazzola)

Ho conosciuto Fiammetta in un'incontro x AVSI. Io ringrazio Dio di avermi creata, ancor di più di aver fatto lei, così bella!