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SIRIA/ Il ribelle Fares: Assad minaccia Europa e Usa col linguaggio dei terroristi

Per OBAIDA FARES, “il linguaggio di Assad è lo stesso dei video di Bin Laden. La denuncia di un complotto degli Usa contro gli interessi arabi appartiene al repertorio fondamentalista”

Bashar Assad con Mahmoud Ahmadinejad Bashar Assad con Mahmoud Ahmadinejad

“Il linguaggio del presidente siriano Assad è lo stesso dei video di Bin Laden. La denuncia di un complotto di Occidente e Stati Uniti contro gli interessi arabi appartiene al più trito repertorio fondamentalista”. A esserne convinto è Obaida Fares, membro del Consiglio Nazionale Siriano, il Parlamento dell’opposizione in esilio con sede a Istanbul. Martedì Bashar Assad ha tenuto il suo primo discorso pubblico dallo scorso giugno, promettendo riforme e sottolineando che le forze di sicurezza stanno combattendo contro i terroristi. Intervistato in esclusiva da “Ilsussidiario.net”, Fares commenta però che “tutti gli elementi terroristici in Siria si trovano all’interno del regime, che per sei anni ha pianificato gli attentati kamikaze in Iraq”. Il politico dell’opposizione sottolinea inoltre che “non è affatto vero che i cristiani siriani sostengano Assad. La maggior parte di essi appoggia incondizionatamente la rivoluzione e finanzia con grandi somme i ribelli. Non esiste quindi alcun motivo di preoccupazione per il futuro dei cristiani, con i quali il Consiglio Nazionale Siriano è in contatto quotidiano per preparare insieme la fase di transizione”.

 

Fares, che cosa ne pensa dell’ultimo discorso di Assad?

 

Si tratta di un discorso costellato da messaggi negativi. La sensazione che si ha ascoltando le parole di Assad è che il suo regime possa crollare da un momento all’altro e che abbia raggiunto una fase di estrema debolezza. Il presidente cerca di apparire come se non avesse nulla di cui preoccuparsi, ma nello stesso tempo ha ammesso di “essere stato sconfitto nello spazio virtuale”. Un’espressione che sembra riferirsi riferirsi a Internet e ai media.

 

Assad ha denunciato la presenza di un complotto straniero contro il suo regime. E’ veramente così?

 

La teoria complottista è sempre stata il cuore della strategia mediatica dei gruppi terroristici. In tutti i suoi discorsi da aprile a oggi, Assad ha continuato a parlare di complotti per spiegare ciò che si sta verificando in Siria. Gheddafi è più volte ricorso allo stesso linguaggio complottista, utilizzando delle parole quasi identiche a quelle di Assad. E’ molto comune nel mondo arabo il fatto di mettere in relazione tutto ciò che non va a Occidente e Stati Uniti.

 

Quanto è grande il rischio che i terroristi approfittino del caos per rafforzarsi?