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SIRIA/ Il ribelle Fares: Assad minaccia Europa e Usa col linguaggio dei terroristi

Pubblicazione:venerdì 13 gennaio 2012

Bashar Assad con Mahmoud Ahmadinejad Bashar Assad con Mahmoud Ahmadinejad

Nel periodo tra il 2004 e il 2009, il regime siriano ha inviato gli attentatori suicidi che hanno colpito in Iraq facendoli passare attraverso i confini. Ora le forze di sicurezza stanno cercando di sviluppare gli stessi piani in Siria, come la soluzione finale per restare al potere. L’opposizione sta facendo il possibile perché questi piani non abbiano successo, ma abbiamo paura che se la comunità internazionale consentirà al dittatore di restare al potere e non ci permetterà di fermarlo, assisteremo alla tragedia di uno scontro settario.

 

L’attentato del 6 gennaio a Damasco sembra però opera di Al Qaeda …

 

In questo momento i media internazionali non hanno alcuna possibilità di entrare in Siria. Nessuno quindi può sapere la verità, e dipendiamo esclusivamente dalle nostre analisi. Nel video dell’attentato trasmesso dalle tv libanese e siriana, si osservavano i militari delle forze di sicurezza che disponevano i sacchetti della spesa sull’intera area dell’esplosione, per dare l’impressione che fossero state colpite le persone che andavano a fare la spesa. Ritengo quindi che si tratti di una messinscena del regime.

 

Il presidente ha anche annunciato che entro marzo organizzerà un referendum. E’ soddisfatto di questa promessa?

 

Niente affatto. Poteva essere una soluzione adeguata se lo avesse organizzato nel marzo scorso. Ma oggi, con i siriani che ogni giorno e in tutti i villaggi del Paese protestano contro il regime, non c’è più tempo per parlare di referendum, perché la popolazione non si fida più né del governo né dell’intero sistema. La principale questione è chi controllerà lo svolgimento del referendum. Probabilmente sarà lo stesso governo che lo scorso aprile ha cancellato le leggi d’emergenza: subito dopo, le uccisioni da parte delle forze dell’ordine invece di diminuire sono aumentate. Un referendum organizzato sotto questo regime sarebbe quindi solo un modo per permettere ad Assad di continuare a governare.

 

Che cosa ne pensa della missione della Lega araba in Siria?

 

Gli osservatori non stanno facendo il loro lavoro. Spesso non si recano neppure nei luoghi dove si verificano i massacri, e il loro atteggiamento non è affatto professionale. Inoltre alcuni funzionari della Lega araba sostengono Assad, privando del pieno supporto i loro inviati e consentendo così al regime di proseguire indisturbato con le uccisioni dei civili.

 

(Pietro Vernizzi)



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