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SUDAN/ Il missionario: una guerra fomentata dall’odio anti-cristiano e dal petrolio

Pubblicazione:lunedì 16 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 16 gennaio 2012, 11.23

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Per molti di questi scontri è sicuramente così. Quando in una zona tribale si vedono dei pastori che girano imbracciando armi di ultima generazione, è evidente che qualcuno gliele deve avere fornite. Il Nord Sudan intende continuare a controllare il Sud per sfruttare una percentuale molto elevata dei ricchi giacimenti petroliferi del nuovo Stato indipendente. Ancora oggi non si è raggiunto un accordo su quanto del greggio proveniente dal Sud debba finire al Nord, che fino al 9 luglio sfruttava la totalità dei barili estratti a proprio piacimento. Un oleodotto lungo mille chilometri raggiunge Khartoum, la capitale del Nord, dove il petrolio è raffinato e quindi il 60-70% è venduto in Indonesia, Thailandia, Cina e altri Paesi asiatici. Per il regime di Khartoum perdere i ricavi di queste vendite sarebbe un colpo non indifferente.

 

Nel frattempo anche nel Nord Sudan la situazione non è tranquilla …

 

Nel Nord Sudan gli Stati di Kordofan, Blue Nile e Abyei sono bombardati di continuo dall’aeronautica militare di Khartoum, che utilizza i caccia Antonov per reprimere le proteste. La popolazione da qualche mese si è ribellata ai soprusi del regime, e vorrebbero annettersi al Sud Sudan. Essendo tre Stati molto ricchi di petrolio, il governo del Nord ha deciso di impedire con tutti i mezzi che passassero al Sud. E il risultato è che questi tre Stati si sono uniti ai ribelli.

 

In che modo la Chiesa ha vissuto i 40 anni di guerra nel Sudan?

 

La Chiesa cattolica, ma anche i vertici anglicani, presbiteriani e luterani, in tutti questi anni hanno lavorato insieme per la pace. A lungo la loro è stata l’unica voce in grado di parlare al mondo raccontando una guerra che altrimenti sarebbe stata del tutto dimenticata. Tanto è vero che sono stati decine e decine i religiosi cristiani uccisi da chi voleva metterli a tacere. Quella del Sudan è stata anche una guerra di resistenza nei confronti di un Islam che puntava a espandersi nel Sud cristiano e animista. Nel 1984 tutti i missionari presenti nel Paese, che all’epoca erano alcune centinaia, siano stati espulsi dal governo musulmano. Dopo la loro partenza sono rimasti i pochi preti diocesani e i catechisti. Grazie al loro contributo questa gente, che qualcuno potrebbe definire selvaggia, e che viveva nelle foreste e nelle paludi, ha mantenuto però la fede nel Vangelo.

 

Come ha reagito il regime di Khartoum?


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