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Esteri

J'ACCUSE/ Bhatti (Pakistan): la Corte suprema si prepara a far fuori i cristiani

Cristiani in PakistanCristiani in Pakistan

No, questo sono in grado di escluderlo al 100 per cento. Ma non posso che valutare negativamente il fatto che la Corte suprema stia costringendo l’attuale esecutivo a dimettersi. Il mio auspicio è che le elezioni anticipate servano quantomeno a uscire da questa situazione di incertezza e di instabilità politica. Il problema però è che non sappiamo quale sarà l’esito delle prossime votazioni.

 

Che cosa ne pensa del modo in cui il governo Gilani finora ha difeso i cristiani?

 

Sono soddisfatto, perché la concezione del Partito Popolare Pakistano, che sostiene il governo, è molto vicina alle minoranze presenti nel Paese. Al contrario dell’opposizione che è costituita essenzialmente da partiti islamisti, agli antipodi rispetto a un’idea laica e liberale dello Stato. Tra questi c’è la Lega Musulmana Pakistana (PMLN), che rivendica un’applicazione dei dettami del Corano nella vita politica nazionale e il fatto che i diritti dei musulmani vengano prima di quelli dei cristiani.

 

In caso di elezioni anticipate, con chi si schiererà il suo partito?

 

Con quello del premier Gilani. Dovendo scegliere tra i vari schieramenti presenti in Pakistan, l’attuale partito di governo è quello più vicino alla visione della politica sostenuta dai cristiani. Ci riconosciamo nel programma di Gilani, anche se non sempre è riuscito a difenderci come aveva promesso in quanto anche lui ha le mani legate. Ultimamente i risultati pratici sono stati insufficienti, e il motivo è che la vita nel Paese è influenzata da fattori come il terrorismo, il fanatismo religioso e la guerra nel vicino Afghanistan. L’estremismo religioso inoltre sta danneggiando gravemente la nostra economia, in quanto fa sì che gli investitori stranieri si allontanino dal Pakistan alimentando un circolo vizioso basato su povertà, analfabetismo e disoccupazione. E lo stesso governo non ha i mezzi per reagire a tutti questi problemi.

 

C’è il rischio che alle prossime elezioni vinca la Lega Musulmana?