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NIGERIA/ Kaigama (vescovo): io, minacciato dagli islamici, esorto a non aver paura

Una delle chiese attaccate a Natale Una delle chiese attaccate a Natale

Jos è la città dello Stato del Plateau con la maggiore percentuale di popolazione cristiana. Pur essendoci tensioni e dissensi con i musulmani, non sono tali da convincerci a fuggire. La situazione è diversa in altre città nigeriane, come Sokoto, Kano o altre aree densamente popolate. Dove la maggioranza è musulmana, i cristiani sono spaventati e alcuni di loro stanno fuggendo. I cristiani nello Stato di Yobe stanno affluendo a Jos, dove hanno spesso parenti o amici. L’altro giorno mi sono recato in una chiesa della mia arcidiocesi, dove c’erano alcuni di questi cristiani in fuga dalle loro case.

Il Northern Governors’ Forum ha rivelato che i musulmani starebbero pianificando un massacro ai danni dei cristiani nel Nord del Paese. Sono voci fondate?

Sono le stesse voci che sono giunte anche a me. Ed è quasi impossibile distinguere tra la propaganda dai fatti reali. E’ arrivata una serie di sms sui cellulari di numerosi cristiani, e ritengo che l’obiettivo sia semplicemente quello di causare confusione. Alcune persone vogliono creare delle terribili incomprensioni tra cristiani e musulmani in Nigeria, e ritengo che questa sia l’opportunità che stavano aspettando. Molti musulmani sono profondamente arrabbiati per le minacce di Boko Haram, non condividono questa propaganda e preferiscono restare in pace con i cristiani. Ma ci sono anche numerosi fondamentalisti, il cui vero obiettivo è quello di entrare in politica. Utilizzano la religione come arma per dividere e distruggere.

Da chi provengono gli sms di minacce?

Non lo sappiamo, sono sms in cui si parla di jihad e di attacchi ai cristiani. Ma noi cristiani non dobbiamo farci imprigionare dalla paura e dalle emozioni, che rappresentano i due fattori su cui agiscono i terroristi.

Secondo un rapporto, nel 2011 sono stati 500 i cristiani nigeriani uccisi dai fondamentalisti. E’ realmente così?

E’ impossibile quantificare il numero delle vittime cristiane in Nigeria, ma so che molte persone sono state uccise e che non è il primo anno in cui questo si verifica. Quello di Natale è stato l’unico attentato coordinato, ma nei mesi precedenti abbiamo assistito a numerosi altri singoli attacchi contro i cristiani. Per esempio una persona durante la messa si è affacciata dalla finestra della chiesa e ha sparato sui fedeli. La Chiesa nigeriana invita tutti i cristiani del Nord a prendere misure adeguate per proteggere le loro vite.

In questa difficile situazione, come è possibile non farsi paralizzare dalla paura?

E’ molto difficile, lo so. Siamo esseri umani ed è normale avere paura. Anche durante la Messa di Natale e di Capodanno, c’erano poche persone nella cattedrale perché ci avevano detto che i musulmani avrebbero messo una bomba. Io stesso ho ricevuto numerosi sms da persone che non conosco, in cui mi si avvertiva di non uscire di casa e che viaggiare sarebbe stato pericoloso per la mia vita. Domenica scorsa mi dovevo recare in visita pastorale in un villaggio molto lontano da Jos. Mi sono detto: “Potrei restare barricato in casa per il resto dei miei giorni, ma che vita sarebbe?”. E così mi sono avventurato nel viaggio, per consolare e incoraggiare le persone che avrei incontrato. E’ stata una visita pastorale meravigliosa, ho incontrato migliaia di fedeli, cresimato 3mila ragazzi e sposato 60 coppie. Se non fossi uscito, sarei rimasto imprigionato nella mia casa in preda alla paura. E’ quindi possibile essere forti nonostante le sfide, perché sappiamo che nel nome di Dio vinceremo e come dice il Vangelo “le tenebre non prevarranno sulla Chiesa”.

(Pietro Vernizzi)

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