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IL CASO/ Geninazzi: sarà l'Egitto a decidere la sorte dei cristiani in Medio oriente

Pubblicazione:lunedì 2 gennaio 2012

Piazza siriana (Infophoto) Piazza siriana (Infophoto)

L’augurio è che i tragici fatti di repressione contro i cristiani, cui abbiamo assistito in Iraq e in Egitto nel 2011, non si ripetano più. Purtroppo però non lo possiamo escludere. In Egitto gli islamisti riusciranno vincenti alle elezioni politiche che si concluderanno il 10 gennaio prossimo. Il fatto che però fa ben sperare è che i Fratelli musulmani, che vogliono governare il Paese, faranno di tutto per presentare il loro volto moderato, rifiuteranno un’alleanza con i salafiti, l’ala integralista più dura, e stringeranno un’alleanza con il Blocco Egiziano, cioè con le forze più laiche e moderate. Questo significa che i primi a essere interessati alla tolleranza religiosa in Egitto non è soltanto la minoranza copta ma gli stessi Fratelli musulmani. Non possiamo ovviamente escludere le provocazioni degli estremisti, ma una spaccatura tra Fratelli musulmani e salafiti sarebbe una svolta decisiva per tutto il Medio Oriente. I fatti del 2011 ci inducono infatti a porre l’attenzione sull’Egitto e inoltre i copti sono la minoranza cristiana più consistente di tutto il mondo arabo. L’Egitto quindi sarà la vera cartina di tornasole di una possibile svolta nei rapporti tra i Paesi dominati dagli islamisti e le minoranze religiose come i cristiani.

 

Quale futuro vede invece per i cristiani in Siria?

 

In termini drammatici. I cristiani siriani si sentono in trappola, perché in passato si sono trovati al riparo della dittatura di Assad, pur non sostenendola mai in modo entusiasta. Il presidente siriano ha concesso loro una certa libertà religiosa e il rispetto sociale. Di fronte all’avanzata della contestazione, sempre più armata e con una forte componente islamista sunnita e fondamentalista, per i cristiani la situazione è ogni giorno più difficile. Non possono più appoggiarsi ad Assad, come compiuto finora in modo avventato dal patriarca cattolico Gregorio III Laham. La realtà è che Assad è destinato a finire, e non sarà questione di anni bensì di mesi. Il quadro è realmente spaventoso, per l’emergere di una componente integralista sunnita che, come già si sente da alcuni slogan dei manifestanti, punta a eliminare fisicamente la minoranza sciita e gli stessi cristiani. Questo è veramente pericoloso, perché ci riproporrebbe uno scenario come quello irakeno dopo la caduta di Saddam Hussein.

 

(Pietro Vernizzi)



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