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Esteri

IRAN/ Missile a lungo raggio: può colpire Israele e le basi Usa

L'Iran ha testato con un lancio un missile balistio a lungo raggio in grado di copire Israele e le basi militari nel Golfo Persico. La protesta di Washington e le nuove sanzioni

Immagine d'archivioImmagine d'archivio

Torna a salire la tensione con l'Iran: il Paese mediorientale ha infatti effettuato il lancio di un missile balistico a lungo raggio. La sua traiettoria può arrivare tranquillamente a colpire Israele così come le basi americane disposte nel Golfo. Si chiama Qader, il potente ordigno bellico testato durante le grandi manovre militari con cui l'Iran ha terminato il 2011 e iniziato il 2012 ed è una chiara minaccia che ha fatto immediatamente risalire la tensione in un contesto che è già molto caldo di per sé. L'Iran infatti aveva qualche giorno fa minacciato la chiusura dello stretto di Hormuz che permette l'ingresso e l'uscita dal Golfo Persico, una delle vie più importanti per il passaggio dei convogli carichi di petrolio per il mondo occidentale, chiuderlo avrebbe voluto dire strozzare gli approvvigionamenti per il mondo libero calcolata nel 40% del traffico mondiale del petrolio. Le immediate polemiche che si erano alzate insieme alle proteste americane avevano fermato l'intento anche per il rilascio di nuove sanzioni economiche contro il Paese islamico. Adesso il lancio del missile a lungo raggio riapre lo scenario con una minaccia evidente e pratica: l'Iran può colpire. Non solo: l'Iran ha dato anche il via all'utilizzo di una barra di uranio arricchito - ed è la prima volta che succede - direttamente in Iran. A dimostrare che il programma per la possibile costruzione di una bomba atomica continua nonostante gli avvertimenti delle Nazioni Unite. Il missile a lungo raggio, spiegano i portavoce dell'esercito iraniani, "è dotato della più recente tecnologia volta a colpire obiettivi 'invisibili' e sistemi intelligenti che provano a interromperne la traiettoria". Domani poi l'ultimo giorno delle manovre militari navali in cui si testerà proprio la possibilità di chiudere lo stretto di Hormuz:  "Gran parte delle nostre unità navali si posizionerà in modo tale da rendere impossibile, se Teheran lo riterrà necessario, il transito a qualunque nave". Gli americani protestano avvertendo che qualunque tentativo di chiudere lo stretto non verrà tollerato mentre le nuove sanzioni approvate dalla Casa Bianca hanno determinato il crollo della moneta persiana.