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NIGERIA/ Attacchi contro i cristiani: più i 160 morti

Gli attentati tornano ad insanguinare la Nigeria. Sono più di 160 le vittime degli attacchi dinamitardi e degli scontri a fuoco provocate venerdì sera nella seconda città del Paese.

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Gli attentati tornano ad insanguinare la Nigeria. Sono centocinquanta almeno le vittime degli attacchi dinamitardi e degli scontri a fuoco  contro i cristiani provocate venerdì sera nella seconda città del Paese, Kano. Protagonisti del massacro, ancora una volta sono stati gli esponenti della setta islamica Boko Haram. Si tratta di un gruppo estremista, attivo dal 2002, che ha imbracciato le armi contro il governo per affermare la supremazie della loro visione del mondo, connotata da elementi estremamente retrogradi, come la convinzione che la terra sia piatta e la pioggia un dono di Dio. Propugnano, inoltre, l’applicazione della Sharia nella sua accezione più estrema. Lo scorso anno si è resa responsabile di 510 morti. Negli attentati di ieri, secondo una fonte delle forze di sicurezza, «ci sono state bombe e poi i cecchini hanno attaccato la polizia, che ha risposto al fuoco». La polizia ha parlato di otto colpi messi a segno, nel tentativo di attaccare degli obiettivi ben precisi: centri di servizi per l’immigrazione, uffici della polizia e la residenza privata di uno dei suo membri. In dieci minuti sono stati uditi una ventina di esplosioni. Ci sarebbe stato anche un attacco di un kamikaze, presso un ufficio regionale, che facendosi esplodere ha causato la morte di tre persone.  I cecchini della setta, intanto, sparavano sulla folla che correva impaurita. Nel frattempo, i cadaveri stanno ancora giungendo all’ospedale della città. Secondo gli addetti agli obitori, cui tocca la drammatica conta, sarebbero addirittura 162. «Al momento abbiamo 162 corpi ma il bilancio potrebbe aggravarsi perché ne continuano a portare», ha affermato un addetto all’obitorio. Altri corpi potrebbero, inoltre, trovarsi presso le cliniche o i centro ospedalieri della città. Secondo la Croce rossa, i feriti sarebbero almeno 50.  Non si fa attendere la reazione del governo italiano. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata ha espresso «la più ferma condanna per questo orrendo crimine». Secondo il titolare della Farnesina, inoltre, si è reso ormai necessario prendere dei provvedimenti, da parte della Comunità internazionale.