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IRAN/ Deciso l'embargo petrolifero contro il programma nucleare

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Questa mattina i Paesi dell’Unione europea hanno deciso di imporre nuove sanzioni contro l’Iran a causa del programma nucleare che sta portando avanti Teheran. A Bruxelles è stato infatti deciso un embargo petrolifero e, dopo una mancata risposta da parte di Teheran sulla ripresa dei negoziati rispetto a questo tema, potrebbero essere adottate anche altre misure. Lo scopo è quindi quello di tagliare ogni risorsa all’Iran che possa permettergli di continuare i programmi di armamento nucleare. Nella bozza che verrà discussa oggi, infatti, si legge che il Consiglio «ritiene opportuno proibire o controllare la fornitura di attrezzature, materiali, strumenti o tecnologie che possano essere utilizzate dall’Iran nelle attività collegate allo sviluppo di armi nucleari e ad altri programmi di distruzione di massa». Catherine Ashton, l’alto rappresentante per la politica estera Ue, ha fatto sapere che nella giornata di oggi si discuterà «non solo dell'impatto delle sanzioni su chi le subisce, ma anche su chi le impone». Le sanzioni, ha poi ricordato la Ashton, fanno comunque parte di un approccio «a doppio binario» nei confronti dell’Iran, da cui ora ci si aspetta che «prenda sul serio la richiesta di ritornare al tavolo dei negoziati», ha concluso la Ashton. Alla riunione parteciperà anche il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, il quale ha dichiarato, al suo arrivo al Consiglio esteri Ue, che riguardo questo embargo petrolifero nei confronti dell’Iran «ci sono prospettive positive per una decisione positiva», spiegando che in questa decisione «l’Italia è con l’Europa». Terzi ha poi aggiunto che le sanzioni saranno «graduali» e che non è previsto «un impatto importante sull’economia globale e sulle forniture globali». Oltre all’embargo petrolifero è prevista anche una sterilizzazione di ogni rapporto con la Banca centrale con l’obiettivo quindi di rendere praticamente impossibili i pagamenti di prodotti acquistati da aziende europee da parte di soggetti iraniani. Di conseguenza, ogni transazione finanziaria che vede coinvolta la Banca centrale iraniana dovrà essere autorizzata.








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