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Esteri

UE/ Pittella (Pd): la mozione con Pdl e Udc ci difende dal dominio Merkel-Sarkozy

GIANNI PITTELLA illustra il significato della mozione di indirizzo dei Gruppi Parlamentari del Pd-Pdl e Udc sugli appuntamenti europei del Governo, per evitare una condanna alla recessione

Mario Monti e Angela Merkel (Infophoto)Mario Monti e Angela Merkel (Infophoto)

La mozione di indirizzo dei Gruppi Parlamentari del PD-PDL e UDC sui prossimi appuntamenti europei del Governo non è solo un mandato importante ed impegnativo ma è anche un nuovo segnale positivo che lo stallo del paesaggio politico europeo è alle nostre spalle.
La mozione sottolinea l’eccezionalità del metodo e dello strumento, il Trattato Internazionale,e chiede di tornare ad operare nel contesto dei Trattati esistenti e nell'alveo del diritto comunitario e delle ordinarie istituzioni della UE.
Si tratta di un altolà nemmeno velato alla pretesa di qualcuno di assoggettare l'assetto istituzionale europeo al dominio intergovernativo, dominio a sua volta diretto dall'asse franco tedesco.
La mozione stigmatizza il perseverare in una linea a senso unico: austerità, rientro dal debito senza alcuna flessibilità e senza tener conto dei fondamentali positivi di un Paese.
Una linea che può portarci dritto diritto verso la recessione e la depressione e può infliggere un colpo mortale al modello sociale europeo, penalizzando i ceti meno abbienti e spuntando le unghia  alla competitività delle imprese.
Una linea suicida che sinora non ha tenuto in alcun conto le misure necessarie per favorire la ripresa della crescita economica, che stagna non da ora per l’effetto della crisi finanziaria ma per un’incapacità di intraprendere politiche innovative di stimolo allo sviluppo e all’occupazione che ci trasciniamo da un quindicennio. La posizione forte che su questo punto assume la mozione è in sintonia con  le direttrici espresse in questi mesi, con determinazione e lungimiranza, dall’europarlamento nella sua grande maggioranza, spesso in aperto contrasto con gli orientamenti del semiasse Merkel-Sarkozy.
Si delinea dunque, sia pur timidamente, un nuovo paesaggio politico in cui una ritrovata convergenza di governi come quello italiano, polacco e spagnolo, del parlamento e della commissione europea potrebbero condizionare positivamente la finora granitica e impenetrabile posizione francotedesca. Di ciò c'è bisogno assoluto per superare l’emergenza e per aprire una fase nuova dell’integrazione europea.