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SIRIA/ Ecco la "partita a tre" del dopo-Assad

Il presidente siriano Assad (Infophoto) Il presidente siriano Assad (Infophoto)

La Turchia sta cercando di adattare la propria politica estera ai cambiamenti del quadro regionale in evoluzione. Il deterioramento però dei rapporti con Israele non è una conseguenza della primavera araba, ma risale alla fine del 2008, inizio 2009 con l'Operazione piombo fuso dell'esercito israeliano nella striscia di Gaza. Pensiamo alle critiche immediate del governo turco verso la politica israeliana nei confronti dei palestinesi. Poi c'è l'episodio sanguinoso della Freedom Flottilla che ha portato a un piano di criticità le relazioni bilaterali fra i due Paesi.

La Turchia sembra sempre più volersi imporre in questo scenario.

La Turchia ha la potenzialità per ambire a un ruolo di leadership, sta cercando di assumere questo ruolo di leadership in una situazione di vicinato che è sempre più instabile.

Quanto potrà influire la decisione turca sulla fine del regime di Assad? Ci sarà adesso una svolta secondo lei?

Quanto si andrà avanti è difficile dirlo però è difficile anche pensare che in Siria si possa tornare alla situazione precedente le rivolte. Quanto il regime al potere potrebbe far finta che nulla sia successo? E' una questione di tempo, resta da capire in che modo avverrà un cambio di regime.

La Russia continua a sostenere apertamente il regime di Assad. Quanto influisce questa posizione sulla tenuta del regime stesso?

La posizione della Russia a sostegno della Siria influisce sicuramente sul quadro generale. Sta bloccando ogni iniziativa all'interno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite perché si possa non dico intervenire militarmente, ma adottare una risoluzione comune nei confronti della Siria appunto a livello di consiglio di sicurezza. Per la Russia la Siria rimane l'ultimo e unico alleato nell'area, un alleato storico. E vuole evitare che succeda quello che è successo in Libia.

Cioè?

Che il mancato sostegno iniziale alla rivoluzione da parte dei russi porti a un decisivo ridimensionamento della Russia nella Libia attuale, quella del post Gheddafi.

E il ruolo dell'Iran?

L'Iran sta cercando di espandere la propria influenza a livello regionale approfittando della insicurezza della caduta dei regimi arabi, e sfruttando anche le tensioni settarie tra sciiti e sunniti che si stanno diffondendo nell'area dall'Iraq al Barhein e in misura minore anche nell'Arabia Saudita. L'Iran rimane l'alleato forte e importante della Siria.

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