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CRISI IRAN/ Herzog (Haaretz): ecco quanto vale la minaccia nucleare

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Un test missilistico iraniano (Foto: Infophoto)  Un test missilistico iraniano (Foto: Infophoto)

In realtà, Israele ha sollevato la questione dei finanziamenti sauditi ai movimenti fondamentalisti islamici. Anche se non sono convinto che i finanziamenti provengano innanzitutto dal governo saudita: probabilmente la parte più consistente è erogata da privati. Israele si è mosso attraverso canali diplomatici, e non con modalità pubbliche. Altrettanto hanno fatto gli Usa. I sauditi cercano di dare un colpo al cerchio e uno alla botte: da un lato hanno paura dell’Islam radicale, dall’altro lato hanno bisogno di tenersi buoni i vertici del clero sunnita.

In un Medio Oriente sempre più vicino alla guerra, quale può essere il ruolo dei cristiani?

I cristiani devono e possono giocare un ruolo importante, colmando le distanze tra i diversi gruppi religiosi e creando un dialogo interconfessionale. Ma prima ancora, credo che dovremmo rispondere a un’altra domanda: in una regione dove l’Islam politico sta crescendo, come è possibile proteggere le comunità cristiane? I numerosi cristiani presenti in Egitto, Iraq, Libano e Palestina vanno difesi.

In che modo è possibile farlo?

La comunità internazionale deve essere consapevole del rischio che corrono i cristiani e contribuire a proteggerli. Di fronte alla crescita delle forze politiche islamiste, occorre individuare criteri precisi per affrontare i partiti radicali e giudicare il modo in cui trattano le minoranze religiose. I governi arabi a causa della crisi finanziaria hanno bisogno del sostegno politico ed economico della comunità internazionale. Quest’ultima quindi dovrebbe utilizzare la sua influenza per incoraggiare queste forze a essere tolleranti nei confronti di tutte le minoranze religiose e specialmente i cristiani.

I palestinesi hanno rinunciato al riconoscimento di un loro Stato da parte dell’Onu?


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