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EGITTO/ Farouq: ecco perché i nostri ideali sono una sfida a qualsiasi potere

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Una manifestazione in Egitto (Foto: Infophoto)  Una manifestazione in Egitto (Foto: Infophoto)

Nessuno però racconta che cosa sta avvenendo nel frattempo nelle strade del Cairo, di Alessandria e delle altre città egiziane. E’ vero, i Fratelli musulmani stanno impadronendosi del potere, ma noi non arretreremo, perché ci sono centinaia di migliaia di persone che hanno una cultura diversa dagli islamisti e che non hanno paura. Queste persone non appartengono a nessuna ideologia, a nessun partito politico, non ambiscono a conquistare il potere, ma semplicemente partecipano alle manifestazioni e poi tornano nelle loro case.

Che cosa l’ha colpita di più nelle proteste di questi mesi?

Le parole di un manifestante che mi ha detto: “Non combattiamo per la libertà, noi siamo già liberi e questo è ciò che fanno le persone libere”. Chi scende in strada a protestare non lo fa perché si sente oppresso, perché gli manca qualcosa, ma per realizzare ciò in cui crede. Un anno fa l’obiettivo era abbattere la dittatura, oggi i manifestanti si muovono per ciò in cui credono. C’è un’enorme differenza culturale tra una rivoluzione che è “contro” qualcosa e una che invece è “per” qualcosa. Quanto sta avvenendo in Egitto cambierà la stessa scienza della politica.

Perché ne è convinto?

Perché per la scienza della politica, gli ideali sono come la poesia: sono tanto belli quanto inutili quando si tratta di agire. Oggi in Egitto è evidente che non è così, le strade del Cairo sono affollate di gente che manifesta perché crede negli ideali. Per loro non si tratta di qualcosa di trascendentale o di astratto, ma di qualcosa che loro vivono nella loro vita di tutti i giorni. Per questo possono dire “noi siamo già liberi”, perché quando hai fede sei libero. Quando sei innamorato, ti possono costringere a stare lontano dalla tua donna, ma non toglierti l’amore dal cuore. Allo stesso modo, anche la libertà è qualcosa che nessuno può sottrarti, e che ti rende in grado di non farti assimilare dal potere.

Ma in fondo i manifestanti non sostengono anche loro un’ideologia, quella liberale?

Chi scende in piazza a protestare non lo fa perché sostiene l’ideologia liberale, ma perché crede nella fede, in Dio e nella possibilità concreta di una convivenza pacifica. Sono tante le storie che lo hanno documentato, come quella del giovane cristiano cui sono state rotte le ossa dall’Esercito mentre faceva scudo con il suo corpo a una donna musulmana con il burqa. Questa non può essere un’ideologia, è la vera esperienza della rivoluzione.

(Pietro Vernizzi)



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