Esteri
martedì 31 gennaio 2012
“Con i colloqui di pace in Russia il presidente siriano Assad tende la mano agli esponenti laici dell’opposizione. Prima di dire no a questa via d’uscita pacifica, Stati Uniti ed Europa dovrebbero ricordare che il loro intervento militare in Libia ha provocato dieci volte più morti di quelli che avrebbe causato la repressione di Gheddafi”. Ad affermarlo è Ammar Waqqaf, esponente del Syrian Social Club, che commenta così l’annuncio del ministro degli Esteri russo, secondo cui Bashar Assad è disponibile a incontrarsi a Mosca con esponenti dell’opposizione. Proprio mentre la guerra civile raggiunge la periferia di Damasco, Waqqaf sottolinea che “il presidente in realtà è ancora molto lontano dal cadere. Anche perché un intervento occidentale porterebbe lo Stato d’Israele a subire un attacco simultaneo da parte di Hezbollah, Hamas e Iran”. L’analista e commentatore della BBC racconta inoltre di essere in contatto con numerosi cristiani del suo Paese, e che “la loro richiesta principale è quella di avere uno spazio libero in cui vivere e praticare la loro fede senza che qualcuno che punti un dito contro di loro dicendo ‘Sei diverso, te ne devi andare o sarai ucciso’”.
Durante la notte di domenica i ribelli sono arrivati alla periferia di Damasco. E’ il segno che il regime sta per cadere?
No, non penso affatto che il regime sia prossimo a cadere. Dobbiamo ricordarci che l’amnistia concessa dal regime ai gruppi armati ribelli durerà fino alla mezzanotte di oggi. Il regime è riluttante a compiere qualsiasi intervento militare fino a quel momento. Sta cercando di tenere un profilo il più basso possibile, e pur cercando di impedire che i ribelli entrino a Damasco, nello stesso tempo non colpirà con durezza fino appunto alla mezzanotte di oggi.
Il presidente Assad ha accettato di partecipare ai colloqui in Russia. Non ritiene che sia troppo tardi per parlare di pace?
Non lo è. Nel suo ultimo discorso Assad ha dichiarato che formerà un governo più ampio, che dovrà riconoscere la presenza di un nuovo potere politico emerso durante la crisi. Assad ha però negato qualsiasi opportunità agli estremisti islamici, chiamandoli “Fratelli di Satana” invece di Fratelli musulmani. E’ un’indicazione molto chiara del fatto che non permetterà loro di partecipare al nuovo sistema politico. Nello stesso tempo, il presidente ha porto una mano tesa ad alcune figure chiave dell’opposizione.
Qual è l’obiettivo di Assad?
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