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Esteri

SIRIA/ Waqqaf: Assad non cadrà, senza negoziati si va verso una guerra infinita

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E’ altamente improbabile. I Paesi occidentali prima di compiere un simile intervento sono soliti calcolare i rischi con grande attenzione. Il problema non è rappresentato solo dal fatto che l’Esercito siriano è ancora intatto, molto ben addestrato, relativamente ben equipaggiato e dotato di armamenti moderni. Ma soprattutto, il punto è che un intervento occidentale in Siria potrebbe scatenare una guerra in Medio Oriente e lo Stato d’Israele potrebbe quindi essere attaccato simultaneamente da Hezbollah, Hamas e Iran. Si tratta di un deterrente più che sufficiente per i poteri occidentali. Per non parlare del fatto che nel corso del recente intervento occidentale in Libia, decine di migliaia di persone sono morte: se avessero lasciato che Gheddafi soffocasse la rivoluzione, si sarebbe registrato solo un decimo di quelle vittime. L’establishment negli Usa e in Europa si deve quindi chiedere se valga la pena intervenire per salvare i manifestanti, quando questo potrebbe portare a 100 o 200mila vittime nel corso di una guerra civile della durata di due o tre anni.

 

E la Turchia?

 

La Turchia ha scommesso sul fatto che Assad avrebbe perso il potere molto più rapidamente. Questo ha portato a un deteriorarsi dei rapporti tra Ankara e Damasco, e quindi tra la Turchia e tutti i Paesi circostanti. Quando la crisi siriana si concluderà Ankara si troverà circondata da vicini ostili, in forte contrasto con l’equilibrio regionale che Turchia, Siria e Iran avevano creato nei decenni passati. E non dimentichiamoci che Erdogan ne aveva tratto numerosi benefici, anche di politica interna, soprattutto per quanto riguarda la questione curda.

 

(Pietro Vernizzi)

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