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IRAN/ Jean: vi spiego perché la guerra nucleare non scoppierà

Pubblicazione:giovedì 5 gennaio 2012

Un test missilistico iraniano (Foto: Infophoto) Un test missilistico iraniano (Foto: Infophoto)

“I rischi di un attacco nucleare da parte dell’Iran sono inesistenti. I militari di Teheran sono pagati per mostrare le unghie e i denti, ma se osassero passare dalle parole ai fatti l’intero territorio nazionale sarebbe incenerito nel giro di pochi secondi dalla reazione simultanea degli Stati Uniti e delle altre potenze regionali”, come Turchia, Arabia Saudita e Israele. Ad affermarlo è il generale Carlo Jean, intervistato da Ilsussidiario.net sulle tensioni nell’area dopo che il generale Ataollah Salehi, comandante in capo delle forze armate dell’Iran, ha dichiarato: “Consigliamo vivamente alla portaerei americana che ha attraversato lo stretto di Hormuz di non ritornare nel Golfo Persico. La Repubblica Islamica d’Iran non ha intenzione di ripetere questo consiglio”. Per il generale Jean, “sono solo dichiarazioni di facciata. L’atomica iraniana in realtà fa comodo agli Stati Uniti, perché offre loro la scusa per occupare il Golfo Persico che produce il 40% del petrolio mondiale. E per indebolire ulteriormente Ahmadinejad, presto Usa e Turchia inizieranno la guerra in Siria”.

Generale Jean, da dove nascono le recenti tensioni tra Iran e Stati Uniti?


Nascono dalla decisione degli Usa, che sembra sarà adottata anche dall’Ue, di introdurre sanzioni molto pesanti nei confronti dell’Iran. In questo modo Washington colpisce il cuore finanziario di Teheran a partire dalla sua Banca centrale, mettendo in serie difficoltà i suoi rapporti commerciali con Cina, Giappone e India.

Quali altri fattori influenzano la crisi iraniana?


La situazione politica interna all’Iran, con il contrasto tra Mahmoud Ahmadinejad e il grande ayatollah Alì Khamenei che ha provocato un vuoto di potere politico. Al suo interno si sono inseriti l’Esercito da un lato e i Guardiani della rivoluzione islamica dall’altra, con l’obiettivo di estendere la loro influenza. I militari cercano di farsi spazio con queste minacce, che sono però provocazioni piuttosto che realtà vere e proprie. Sicuramente la situazione interna dell’Iran è molto difficile, come dimostra per esempio la nuova condanna contro Faezeh Hashemi, la figlia dell’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, accusata di avere criticato il regime.

Fino a che punto è reale il rischio di una guerra tra Iran e Stati Uniti?



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