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SIRIA/ Nuovo attentato a Damasco: almeno 25 morti e 46 feriti

Pubblicazione:venerdì 6 gennaio 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Secondo un primo bilancio non ancora ufficiale, un attacco terroristico avvenuto oggi a Damasco, nel quartiere al-Midan, avrebbe causato la morte di almeno 25 persone e il ferimento di altre 46, almeno a quanto riferisce la televisione di stato siriana. L’attentato è avvenuto non lontano da una scuola, in un quartiere popolare sempre molto affollato, e dai primi rilevamenti sembra che l’obiettivo dell’attacco fosse un autobus. Adesso gli oppositori del presidente siriano Assad sono convinti che dietro a queste esplosioni ci sia lo stesso regime, intenzionato a distogliere l’attenzione sulla violenta repressione interna. Gli attacchi di oggi somigliano in tutto e per tutto al duplice attentato kamikaze avvenuto la mattina del 23 dicembre sempre in Siria, che ha provocato una strage nel centro di Damasco. In quel caso il bilancio delle vittime fu di trenta morti e 55 feriti, prevalentemente civili. Due uomini a bordo di autobombe attaccarono due sedi dei servizi di sicurezza situate nel quartiere centrale di Kafr Susa, e anche in quel caso a riferirlo fu la tv siriana, al Manar, che fa capo al movimento sciita libanese Hezbollah. In quella circostanza si parlava della firma di Al Qaeda sugli attentati. Le agenzie di sicurezza prese d’assalto facevano parte delle quattro che costituivano la lunga mano del regime sulla popolazione, e il principale strumento di pressione. Le quattro agenzie erano quelle per la Sicurezza dello Stato, per la Sicurezza politica, per i Servizi di sicurezza dell'aeronautica,  e per i Servizi di sicurezza militari. Prima di oggi, attentati di questo genere, nel Paese, erano piuttosto rari. Il 23 dicembre erano avvenuti proprio nel giorno in cui a Damasco sono arrivati i primi osservatori di una missione della Lega Araba con l’incarico di controllare che la Siria rispetti il piano di pace messo a punto per porre fine alla situazione di caos sorta in seguito alla dure repressione delle manifestazioni dei civili. E’ ormai da nove mesi, infatti, che il presidente Bashar Al Assad e il suo entourage stanno soffocando nel sangue le proteste dei cittadini siriani.


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