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CRISI SPAGNA/ Schlichting (Cadena Cope): vi spiego la protesta dei "nuovi" indignados

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Indignados in Spagna in un'immagine d'archivio  Indignados in Spagna in un'immagine d'archivio

Sì, credo che assisteremo ad altre proteste e, con ogni probabilità, quelle che ieri erano solo 5-6 mila persone domani saranno molte di più, proprio perché è una corrente che trova forza nel dissenso sociale che si allarga a mchhia d'olio specialmente su internet. Questo significa che molte altre persone, semplicemente scontente dell’attuale situazione del Paese, potrebbero facilmente partecipare a nuove manifestazioni future. La Spagna è in attesa dei 40 miliardi di euro chiesti all'Ue per le sue banche e i tagli proposti dal governo si preannunciano pesanti, quindi è ovvio che la preoccupazione per il futuro resta molto alta tra i cittadini spagnoli.

Come giudica l’attuale situazione spagnola e le misure previste dal governo Rajoy?

Credo che una posizione differente da quella assunta attualmente da Rajoy non fosse realmente possibile. Austerità, tagli e sacrifici fanno parte della politica di ogni Paese che in questo momento si trova coinvolto in una crisi economica senza precedenti, quindi credo che anche la Spagna non poteva prevedere una soluzione diversa. D'altra parte, non condivido appieno gli interventi del governo Rajoy.

Come mai?

Perché sembra aver puntato tutto sulla pressione fiscale e sulla classe media del Paese. Credo invece che sia arrivato il momento di compiere un maggiore sforzo di riduzione anche dell’amministrazione pubblica. Il governo appare però intimorito da tale ipotesi, perché significherebbe con ogni probabilità andare a creare una maggiore disoccupazione. E questo peggiorerebbe ancora di più una situazione sociale già di per sé critica.

 

(Claudio Perlini)



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