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Esteri

ELEZIONI USA/ Tra Obama e Romney ha già "vinto" Kennedy...

Barack Obama (InfoPhoto)Barack Obama (InfoPhoto)

Ma da questo ad andare fisicamente a votare ce ne corre. Diamo un'occhiata ai numeri. Nel 2008 Barack Obama vinse al termine di una campagna elettorale piena di entusiasmo ed intitolata alla “speranza” in cui votarono il 57% degli aventi diritto. Un passo avanti, in termini di votanti, rispetto al 55% che quattro anni prima aveva permesso a George Bush di conquistare il suo secondo mandato, un risultato pirotecnico rispetto al miserando 49% di Clinton II, ma niente di straordinario se paragonato al 63% di John F. Kennedy che nel 1960 prevalse d'un soffio, ed in maniera non tanto trasparente, su Nixon. In verità, se ribaltiamo un momento i numeri, possiamo dire che Obama nel 2008 vinse con il consenso di neanche il 30% degli americani che avrebbero potuto votare, e che se qualcuno fosse riuscito a trovare l'appoggio di tutti coloro che scelsero di non esprimersi, costui avrebbe stravinto.

Bene. Adesso abbiamo una prima, sommaria, fotografia del rapporto dell'americano con la politica attraverso l'espressione del diritto politico supremo, il diritto di voto. E questa fotografia ci dice una cosa su tutte: gli americani non votano. Da una parte questo fatto ci fa capire l'importanza vitale dei prossimi dibattiti televisivi. Gran parte dei 60 milioni di americani che li seguiranno saranno proprio quei voti “up for grabs”, in palio, da conquistare. Dall'altra lascia aperta la grande domanda: ma perché non si vota?

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