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GUERRA TURCHIA-SIRIA/ Micalessin: Erdogan e la Giordania preparano una morsa contro Assad

Pubblicazione:sabato 13 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 13 ottobre 2012, 13.07

Il premier Turco Tayyip Erdogan (InfoPhoto) Il premier Turco Tayyip Erdogan (InfoPhoto)

La Turchia ha fatto levare in volo due aerei da caccia e li ha inviati sulla linea di confine con la Siria, dopo che un elicottero militare di Damasco aveva lanciato delle bombe nei pressi della città siriana di confine di Azmarin. Forze lealiste e ribelli si sono fronteggiate duramente nel corso di questa settimana nella regione di Azmarin, una zona che si oppone al regime di Assad. I combattimenti tra forze siriane contrapposte lungo i 900 chilometri di confine tra Turchia e Siria finiscono spesso per causare danni alle città e ai villaggi siti in territorio turco e hanno indotto il governo turco a prendere posizioni intransigenti nei confronti di Damasco, tanto che la Turchia invierà altri aerei militari e carri armati lungo il proprio confine con la Siria. Lo riferiscono i media locali, mentre cresce la tensione tra i due Paesi dopo che i jet turchi hanno costretto un aereo siriano proveniente da Mosca e diretto a Damasco ad atterrare mercoledì ad Ankara, con il sospetto che trasportasse armi. IlSussidiario.net commenta l’intera vicenda con Gian Micalessin, inviato e corrispondente di guerra.

 

Lei ritiene possibile un’azione militare turca senza supporto occidentale?

 

Io penso che il supporto occidentale già ci sia, sebbene non espresso militarmente sul terreno, ma politicamente. Non penso che nell'immediato possa scoppiare un conflitto, come ad esempio quello libico, semplicemente perché l'Occidente non ha la legittimazione politica per poterlo attuare, visto il veto in Consiglio di Sicurezza di Cina e Russia che rende impossibile un intervento legittimo. Molto probabilmente si procederà in modo surrettizio.

 

Damasco appoggia i ribelli curdi del Pkk e gli stretti legami tra milizie curde siriane e turche con il governo autonomo del Kurdistan iracheno. Quale rapporto potrebbe giocare il Kurdistan iracheno nella crisi turco-siriana?

 

La Turchia vuole alimentare gli scontri per cercare di creare una zona di sicurezza al confine turco-siriano con il principale scopo di impedire alle forze curde del Pkk, che si sono insediate nei territori lasciati liberi dall'esercito siriano, di trasformare quelle zone in un vero e proprio “santuario” da cui colpire il cuore della nazione turca. Questo per dare manforte alle forze ribelli siriane, che oggi si sono dimostrate incapaci di esercitare controllo anche su un piccolo lembo di terreno strappato al controllo di Damasco. Dall'altra parte mi attendo, come mostra la presenza confermata da fonti autorevoli di un contingente di 150 forze speciali americane, che anche la Giordania possa fare la stessa mossa al confine siriano: creare, cioè, aree di sicurezza sempre più grandi per sottrarre territorio alla Siria. Lo scopo potrebbe anche essere quello di formare una sorta di autorità simile a quella che fu insediata a Bengasi durante l'intervento libico.

 

E quali potrebbero essere le mosse immediate di Iran e Russia? 


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