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Esteri

ELEZIONI USA/ Ecco come i media americani difendono il "Davide" repubblicano

Joe Biden e Paul Ryan (InfoPhoto)Joe Biden e Paul Ryan (InfoPhoto)

E’ innegabile che il candidato repubblicano abbia rappresentato un evidente fattore sorpresa, però credo che lo sia diventato anche perché i media sono stati capaci di costruire una sapiente attesa di quell’evento. E’ noto che in America vi sia un eccesso di mediatizzazione della politica e, dopo aver creato un clima esagerato di suspense, i media si sono preparati a dare una mano a “Davide” nella battaglia contro “Golia”, una mossa che funziona sempre.

Come mai invece in Italia i confronti risultano molto meno appassionanti?

Credo vi siano almeno tre motivi: innanzitutto in Italia ancora non c’è, per nostra fortuna, una cultura così radicata del bipolarismo come invece vi è nella tradizione americana. Negli Stati Uniti non c’è niente tra il bianco e nero, se non l'astensionismo. In Italia non solo c’è un’area di mezzo, ma anche una componente rilevante della partecipazione politica che non crede nell’alternativa secca rappresentata da A contro B. Questo ovviamente rende il confronto televisivo, in cui viene privilegiata la struttura binaria, molto meno affascinante.

Quali sono gli altri motivi?

Per quanto in Italia la televisione abbia tirato un pessimo scherzo alla politica, rendendola più triviale rispetto a quella degli anni Sessanta o Settanta, in cui vi era ancora una cultura della partecipazione, non siamo comunque ancora arrivati ai livelli di spettacolarizzazione e di suspense americani. Nel nostro Paese, dunque, un dibattito televisivo non sarà mai decisivo come lo può essere negli Stati Uniti.

Il terzo e ultimo elemento?

Il terzo motivo è rappresentato dal fatto che il nostro sistema televisivo e i suoi linguaggi sono ancora indietro nel racconto della politica, anche a causa di chiari limiti normativi. La stessa par condicio, pur avendo un ovvio e giusto effetto benefico complessivo, finisce per rendere la comunicazione televisiva molto meno libera che negli Stati Uniti.

 

(Claudio Perlini)    

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