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Esteri

ELEZIONI GERMANIA/ Rusconi: vi presento Steinbrueck, il "cattivo" che sfida la Merkel

Peer Steinbrueck (InfoPhoto)Peer Steinbrueck (InfoPhoto)

Steinbrueck non farà appello alle utopie, condurrà una campagna elettorale molto concreta. Si distinguerà per una politica di apertura verso l’Europa ma con moderazione, perché la SPD è d’accordo con la linea Monti-Draghi ma sempre con cautela. In Germania non c’è infatti un’alternativa radicale all’austerity della Merkel, ma semplicemente un allentamento di alcune posizioni pur restando nell’ambito di una politica di rigore.

 

Nel caso di una vittoria di Steinbrueck, che cosa cambierebbe per la Germania, l’Europa e l’Italia?

 

Ci sarebbe un avvicinamento maggiore alla linea europea di Draghi, Hollande e Monti. Tre personaggi che sembrano essere identici perché hanno tutti e tre un interlocutore forte come la Merkel. Se al suo posto ci fosse Steinbrueck, caratterizzato da una certa maggiore elasticità, emergerebbero di più anche le differenze tra il presidente della Bce e il presidente francese. Resta tutto da vedere se Steinbrueck riuscirà a battere la Merkel. Ma di certo la SPD non rovescerebbe la sua politica, bensì si limiterebbe a una maggiore sintonia con la Bce; sempre però senza esagerare.

 

Quali sono infine le sue considerazioni a 22 anni dall’unificazione tedesca?

 

L’operazione è riuscita. Ha avuto torto chi parlava di Quarto Reich, ma anche la retorica ottimistica di Helmut Kohl si è dimostrata a sua volta esagerata. Oggi comunque non esiste più una questione legata alla ex DDR. Esistono problemi strutturali, ci sono zone più e meno sviluppate, e soprattutto una profonda eredità culturale del comunismo. Sul piano economico i problemi sono stati ben superati, 40 anni di comunismo non sono uno scherzo eppure sembrano appartenere a un lontano passato.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
17/10/2012 - Complimenti (Moeller Martin)

Complimenti per l'ottimo ritratto di Steinbrueck. La Merkel conclude il secondo mandato e solo per il riconoscimento delle sue capacità potrebbe ottenere il rinnovo del manadato. Non è detto che questo sia un bene per il paese, dato che l'alternanza è una necessità delle democrazie occidentali. Steinbueck è il candidato ideale proprio per la sua continuità nelle line guida del paese, nel quale oltretutto è impensabile che un governo abolisca leggi del governo precedente. Ma dopo aver elencato così bene tutti i riferimenti per inquadrare il possibile prossimo cancelliere, perchè conclude che dovrebbe cambiare qualcosa nella linea politica europea della Germania? Senz'altro sarà più fluido il rapporto con la comissione europea per il solo fatto del volto nuovo, ma i cordoni della borsa tedesca resteranno sigillati come lo sono oggi. L'accostamento a Monti poi è del tutto fuori luogo: Merkel o Steinbrueck, di Eurobond o di licenza bancaria per l'ESM si continuerà a non parlarne proprio.