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Esteri

RIMSHA MASIH/ Il ministro Bhatti: certe Ong "umanitarie" aiutano chi perseguita i cristiani

Nuovo rinvio nel processo per Rimsha Masih. Il ministro PAUL BHATTI denuncia le bugie di alcune associazioni che per raccogliere denaro danneggiano la situazione dei cristiani in Pakistan

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Un altro rinvio per il processo sul caso di Rimsha Masih, la 13enne pakistana con problemi mentali accusata di blasfemia. Nonostante l’inchiesta della polizia abbia appurato che la minorenne non è colpevole, la strategia dell’accusa per tenere la ragazzina sotto pressione è riuscita a rimandare ancora una volta l’udienza e quindi la sentenza di assoluzione. L’Alta Corte di Islamabad, che ieri si doveva esprimere sul caso, si è aggiornata al 14 novembre. L’accusatore, Malik Ummad, ha nominato come nuovo avvocato Chaudhry Abdul Aziz, e questo ha reso impossibile lo svolgimento dell’udienza. Ilsussidiario.net ha intervistato Paul Bhatti, ministro per l’Armonia nazionale del Pakistan.

Per quale ragione il caso Rimsha Masih non è ancora giunto a una sentenza?

La decisione dell’Alta Corte di Islamabad è stata nuovamente rimandata, in quanto gli accusatori di Rimsha stanno cercando di tirare il processo per le lunghe. Ieri hanno cambiato avvocato, chiedendo una nuova data per l’udienza. Il giudice, dopo avere sentito il difensore della ragazzina accusata, ha deciso di rinviare tutto al 14 novembre. Rimsha resta libera su cauzione, e dunque la sentenza non era così urgente. Io ho cercato di spiegare che anche se è libera è pur sempre sotto accusa nonostante sia innocente. I nostri avversari però hanno trovato un escamotage per prolungare questa vicenda, e quindi dovremo attendere un altro mese.

E’ per questo che hanno cambiato l’avvocato?

Era la loro unica possibilità di rimandare la sentenza. E’ una scusa, in questo modo il nuovo difensore è riuscito a giustificare la sua richiesta di avere più tempo. E’ una mossa utilizzata spesso nei nostri tribunali quando si fa il possibile per tirare in lungo un processo. Siete riusciti a evitare che Rimsha comparisse in tribunale? Sì, ed escluso che ciò possa avvenire in futuro. Dall’inchiesta condotta dalla polizia è emerso che Rimsha non ha commesso alcun crimine, e di conseguenza non si può chiedere che compaia in tribunale. Il giudice potrà fare anche delle valutazioni differenti, ma sulla base dell’inchiesta già conclusa, non ci sono dei motivi per cui Rimsha debba essere convocata.

Come sta procedendo invece l’inchiesta nei confronti dell’imam che ha fabbricato delle prove fasulle contro Rimsha?