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Esteri

GRECIA/ Synghellakis: manifestante morto, un altro scossone per una democrazia a pezzi

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Spero che quanto è avvenuto durante gli scontri in piazza faccia diventare tutti ancora più coscienti della delicatezza e drammaticità della situazione. E con tutti intendo l’Europa, il Fondo Monetario, la Germania e i partiti greci. Bisogna fare subito qualcosa per lo sviluppo, per fare ripartire l’economia, fare scendere la disoccupazione dal 25% ufficiale, che secondo alcune fonti è in realtà pari al 30%. Occorre inoltre permettere ai giovani di avere qualcosa di più di un salario part time da 300 euro, e fare ritornare la Grecia pienamente all’interno dell’Europa.

 

La ricetta della Trojka va cambiata?

 

Sì, anche il Fondo monetario sta capendo che il debito greco non è affrontabile nell’immediato futuro e che ci vorrà un nuovo taglio del valore nominale delle azioni pubbliche greche.

 

Dopo quanto è avvenuto ieri, il governo riuscirà a tenere?

 

Bisognerà vedere cosa succederà nei prossimi giorni con il voto sui tagli da 13,5 miliardi. Il Pasok e Sinistra Democratica sono in difficoltà per i tagli richiesti, per la continua diminuzione dei diritti del lavoro, per il fatto che la Trojka esige una riduzione del Tfr. Alcuni deputati hanno levato la voce, affermando che senza sostanziali cambiamenti nelle riforme che vanno a intaccare i diritti non andranno a votare il pacchetto.

 

E quindi?

 

Il governo probabilmente avrà la maggioranza, ma bisognerà vedere se ci saranno delle defezioni, quanto peseranno e se l’Europa manderà ulteriori messaggi di solidarietà alla Grecia oppure no. Samaras spera che oggi comunque arrivino segnali che rassicurino su questa tranche di aiuti da 31 miliardi. Ma la morte di un manifestante, tra l’altro pacifico, non fa bene agli equilibri di una democrazia molto provata dalla crisi economica.

 

(Pietro Vernizzi)

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