BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ATTENTATO A BEIRUT/ Il Vescovo di Batroun: non cancella l'amicizia tra cristiani e musulmani

Pubblicazione:sabato 20 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 23 ottobre 2012, 20.01

foto Infophoto foto Infophoto

Musulmani e cristiani, allo stesso modo e con la stessa intensità, condannano il terrorismo ovunque venga praticato. Quando accadono fatti violenti, come quello che oggi ha sconvolto Beirut, non occorre dare un’etichetta e dire “Sono fanatici musulmani” o altre frasi simili. Il terrorismo è sempre da condannare e non dobbiamo legarlo ad una confessione o ad una religione. Tutte le nostre Fedi condannano, allo stesso modo e ovunque, la violenza e il terrorismo.

Il Libano è un modello per gli altri Paesi mediorientali?
Lo è, e il Pontefice ne ha dato conferma. La storia l’ha dimostrato. È un modello per il modo in cui viviamo l'uno a fianco all'altro: è un mosaico dove confessioni, comunità, religioni e culture diverse convivono. Nonostante tutto ciò che accade intorno a noi, continuiamo a portare avanti e rendere vivo questo esempio.

Lei è Vescovo di Batroum, una delle più antiche città del Paese: come vive la comunità cristiana in Libano?
I crisitani vivono bene, come del resto vivono bene i musulmani, e a forza di stare insieme nei secoli, si conoscono, si riconoscono e si rispettano a vicenda. Certo, abbiamo dei problemi, ma come in ogni altra parte del mondo: anche in Italia esistono molti problemi ma questo non significa che non sia un Paese democratico. La guerra in Libano è durata più di 35 anni e quando ne siamo usciti abbiamo ammesso, insieme, che la responsabilità è stata sia dei cristiani che dei musulmani. Portiamo la speranza del domani. Noi siamo un popolo che è capace di costruire la pace nel quotidiano e poi nella società: come ha detto Benedetto XVI, “siamo tutti figli dello stesso Dio” che riunisce tutti nel suo amore, nel rispetto delle nostre diversità e uniti nei valori comuni alle nostre culture.

Lei, in questi giorni, è in visita a Milano. Come ha trovato la città?
Conosco Milano da 37 anni e amo molto questa città che, come tutte, oggi soffre una crisi economica e sociale. Milano, però, è speciale perché ha un messaggio da portare al mondo di apertura, tolleranza e accoglienza di tutte le diversità possibili: tanti popoli vengono a vivere in questa città per trovare la pace e il rispetto dei loro diritti. 

(Federica Ghizzardi



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.