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NUCLEARE/ Il New York Times: sì a colloqui bilaterali tra Usa e Iran

Secondo il NYT, il governo iraniano avrebbe anche chiesto di attendere per l'avvio vero e proprio dei negoziati sino alle elezioni per conoscere il risultato delle urne

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A pochi giorni dal voto, gli Stati Uniti avrebbero raggiunto un accordo con l'Iran per l'avvio di negoziati  bilaterali sul programma nucleare di Teheran. La notizia arriva dall'edizione on line del New York Times che cita funzionari della Casa Bianca. Secondo il quotidiano, il governo iraniano avrebbe anche chiesto di attendere per l'avvio vero e proprio dei negoziati sino alle elezioni per conoscere il risultato delle urne. Dal canto suo, l'amministrazione Obama smentisce. “Non è vero – afferma il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale - che Usa e Iran abbiano deciso di avviare colloqui bilaterali, dopo il voto presidenziale. Continuiamo a lavorare col Quintetto per una soluzione diplomatica e abbiamo detto sin dall'inizio che saremmo stati pronti a incontri bilaterali”. Dopo il fallimento di tutte le trattative del cosiddetto Gruppo dei Cinque, formato dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania, questa sarebbe l'ultima possibilità per scongiurare un attacco di Washington e di Israele agli impianti nucleari di Teheran. Se la notizia fosse confermata potrebbe rappresentare un grosso punto di vantaggio messo a segno dall'Amministrazione Obama che sin dall'inizio della legislatura ha cercato di avviare una serie di contatti con l'Iran per fermare il programma nucleare: un punto di svolta nella campagna elettorale di Barak Obama a due settimane dalle urne e a poche ore dal faccia a faccia conclusivo fra il presidente in carica e lo sfidante, Mitt Romney, dedicato proprio ai temi della sicurezza e della politica estera. Sempre che vada a buon fine, lo spiraglio di apertura al dialogo con Teheran, rappresenterebbe un successo enorme per l'attuale inquilino della Casa Bianca che metterebbe a segno una vera e propria svolta diplomatica e avrebbe successo laddove hanno fallito le maggiori potenze del pianeta. Un fatto che potrebbe mettere in seria difficoltà il candidato repubblicano, Romney che da sempre ha bollato la strategia delle sanzioni messa in campo da Obama come “Non efficace” e che, se eletto, si ritroverebbe a presenziare ad un tavolo già avviato malgrado si sia sempre presentato come contrario ad ogni forma di dialogo.