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Esteri

DIARIO DAGLI USA/ Cercando voti a Filadelfia, dove bianchi e neri sono divisi da un quartiere

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Cento metri più indietro la situazione è completamente diversa: la nettissima maggioranza degli abitanti è bianca. E non può non tornarci in mente la targa, davanti al College: dal 1968 sono passati 44 anni, ma al College il ragazzino bianco e quello di colore continuano ad arrivare da due lati diversi dal quartiere. Lo associamo con un'altra esperienza vissuta oggi: stamattina, per venire qui, abbiamo deciso di prendere l'autobus invece del treno. Sul treno la grande maggioranza dei passeggeri, direi 70 a 30, sono bianchi. Nei quattro autobus che abbiamo preso oggi gli unici bianchi eravamo noi. Conducenti compresi. Sembra di vivere in un mondo a compartimenti stagni, e in fondo lo è.

Ed è proprio con questa gente che andiamo a parlare a Girard, per ricordare loro che il 6 novembre si vota. Perché il tema vero è fargli presente che tra meno di tre settimane ci sono le elezioni: sono troppo impegnati a trovare un modo per sopravvivere per pensare a votare. Anche se, in realtà, quando chiediamo loro se supportano Obama le risposte sono univoche: "of course", "100%", "sure". E tradiscono, tutti, un certo orgoglio. Perché uno di loro, alla fine, ce l'ha fatta. E loro non hanno nessuna intenzione di lasciarlo solo.

 

(Giacomo Possamai)

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